Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Cloud, la questione security frena le aziende italiane

Secondo il Symantec 2011 State of Cloud il 78% delle imprese teme di non raggiungere adeguati livelli di protezione. Hackeraggio, insider sharing e malware i rischi che spaventano di più. Ma pesa anche la scarsa preparazione del personale IT

04 Ott 2011

La sicurezza nel cloud rappresenta un obiettivo ma anche una grande
preoccupazione per le aziende italiane. A dirlo il 2011 State of
Cloud Survey di Symantec secondo cui se da un lato l’83% degli
intervistati si aspetta che il passaggio al cloud migliori la
propria sicurezza, allo stesso tempo, raggiungere livelli di
sicurezza adeguati preoccupa il 78%. Tra i rischi potenziali che
spaventano di più, i furti da parte di hacker (56%) e l’insider
sharing (55%). Il 51% teme invece i malware.

A rendere ancora più difficoltoso l’approccio alla tecnologia è
la scarsa preparazione del personale. Più della metà delle
aziende italiane intervistate – il 56% – ammette che il proprio
staff IT non è pronto per il cloud a fronte di una sparuta
minoranza – tra il 12% e il 13% – che considera il personale molto
preparato.

Una delle motivazioni principali risiede nella mancanza di
esperienza: solo 1 persona su 4 del team IT (il 25%) ha avuto
qualche esperienza con il cloud. Per questa ragione, le aziende
italiane si rivolgono a risorse esterne per chiedere aiuto.
Infatti, 4 intervistati su 5 si sono rivolti ad un value added
resellers (Var), a consulenti indipendenti, a vendor di servizi
professionali o a system integrator.

Il cloud suscita l’interesse di molti ma pochi sono pronti a
migrare. Una percentuale che oscilla tra il 72% e 82% sta valutando
di adottare varie forme di cloud e un 72% lo ha già fatto a fronte
di uno scarso 20% che ha completato l’implementazione. Quasi 1
azienda su 5 (35-45%) è attualmente in fase di implementazione e
all’incirca 3/5 (17-23%) sono in una fase preliminare di
discussione, di prova o non stanno considerando per nulla il
passaggio al cloud (18-28%).

C’è un certo divario tra quello che le aziende si aspettavano
dal cloud e la realtà: l’indagine ha evidenziato infatti che le
aziende che hanno implementato tecnologie cloud non stanno vedendo
i benefici previsti. Per esempio, l’83% si aspettava di
migliorare l’agilità IT con il cloud, ma solo il 41% ha
dichiarato di aver raggiunto questo obbiettivo. I risultati sono
stati carenti anche per la disaster recovery, l’efficienza, il
calo delle spese operative e il miglioramento della sicurezza.

Il motivo di ciò è da ricercare nel fatto che si tratta di un
mercato ancora poco maturo e che i vendor e le soluzioni si stanno
ancora sviluppando ed evolvendo.

Il quadro italiano rispecchia quello globale, dove l’87% delle
imprese si aspetta che il passaggio al cloud migliori la propria
sicurezza. La minoranza degli intervistati (tra il 15 e il 18%) ha
valutato il proprio personale molto preparato per il passaggio al
cloud; ragione – questa – che costringe le imprese a rivolgersi
a risorse esterne: 3 su 4 ha dichiarato che si rivolgono ad un Var,
ad un consulente indipendente, ad aziende vendor di servizi
professionali o a systems integrator.

Molte aziende stanno discutendo il passaggio al cloud, con un
75-81% che sta delle valutando le varie forme di cloud. Tuttavia
sono ancora poche le aziende che hanno fatto una migrazione
completa nel cloud. Meno del 20% ha dichiarato di aver completato
l’implementazione delle aree cloud analizzate dalla ricerca.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link