L'ANNUNCIO

Cloud, Microsoft: licenze più flessibili per mettere fine al “caso Europa”

L’azienda rivedrà gli accordi di concessione e renderà più facile la competizione per i fornitori di servizi nella “nuvola”. La decisione a seguito del pressing su Bruxelles dei competitor NextCloud, OvhCloud e Aruba che hanno chiesto l’intervento dell’Antitrust

18 Mag 2022

Veronica Balocco

multicloud

Microsoft rivedrà i suoi accordi di licenza e renderà più facile la competizione per i fornitori di servizi cloud. In pratica, renderà più facile per le aziende cloud europee ospitare prodotti Ms come Windows e le app di Office 365. La società fornirà inoltre una maggiore flessibilità di licenza per i clienti.

Lo ha affermato il suo presidente Brad Smith, mentre il gigante del software statunitense cerca di schivare un lungo antitrust dell’Ue in merito alla sua attività di cloud computing.

Le lamentele del comparto

Dopo essere stata multata per 1,6 miliardi di euro dalle autorità di regolamentazione antitrust dell’Ue nel decennio passato per varie violazioni nel campo, Microsoft si è trovata nuovamente sotto il controllo dell’organismo europeo per la concorrenza dopo che il fornitore di software tedesco NextCloud, il francese OVHcloud, il fornitore di servizi cloud italiano Aruba e un’associazione danese di fornitori di servizi cloud si sono lamentati presso la Commissione europea in merito alle pratiche cloud di Microsoft.

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La big tech, tramite Smith, ha sottolineato la propria volontà di ascoltare e agire in base ai reclami. “Inizieremo dando più opzioni ai fornitori di servizi cloud europei. Quindi, se c’è un’azienda che ha un data center ma vuole eseguire soluzioni nel suo data center Pbx cloud, stiamo creando più opzioni per farlo con il nostro software, perché è quello che hanno chiesto”, ha detto. Microsoft aiuterà quindi i fornitori di servizi cloud a offrire direttamente Windows e Office come parte di una soluzione desktop completa su cui costruire, vendere e ospitare sulla propria infrastruttura. Rivedrà gli accordi di licenza e consentirà ai clienti di utilizzare le proprie licenze su qualsiasi provider cloud europeo che fornisce servizi ai propri data center. I clienti potranno inoltre acquistare licenze solo per l’ambiente virtuale senza la necessità di acquistare l’hardware fisico.

Fornitori di servizi cloud divisi, no del Cispe

Mentre alcuni fornitori di servizi cloud hanno elogiato la notizia, altri hanno affermato che non era sufficiente. “L’adozione del cloud e lo sviluppo delle capacità digitali europee sono una priorità per l‘Unione europea. Microsoft ha un ruolo unico da svolgere nel supportare questo sforzo”, ha affermato la European Cloud Alliance in una nota.

Il Cispe (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe) ha respinto la mossa e ha esortato il watchdog antitrust dell’Ue a non allentarsi. “L’iniziativa annunciata oggi non affronta in modo significativo le pratiche di licenza sleali al centro dei reclami e delle preoccupazioni tra i fornitori di servizi di infrastruttura cloud e i clienti in tutta Europa”, ha affermato in una nota il segretario generale del Cispe, Francisco Mingorance. “In pratica non fa nulla per porre fine al legame anticoncorrenziale delle suite di produttività con i servizi di infrastruttura cloud”, ha aggiunto.

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