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Cloud, per le aziende la sfida è organizzativa

Anfov: piattaforme e servizi Ict fruiti in modalità as a service richiedono un complesso percorso di upgrade delle infrastrutture e una rivoluzione di tutta la catena del valore del settore

22 Giu 2011

Il modello di offerta Cloud, dove applicazioni, piattaforme e
servizi Ict possono essere fruiti “as a service” da remoto, da
un’origine o un provider non specifici con soluzioni “pay per
use” e meno costose rispetto all’acquisto attraverso canali e
strumenti tradizionali, obbliga le telco e tutti gli attori del
mercato Ict ad affrontare la riorganizzazione delle loro
infrastrutture tecnologiche e di distribuzione. Di questo si è
parlato all’Osservatorio "Cloud Computing & Managed
Services” di Anfov.

Per le telco che hanno già una relazione online con tanti clienti
che utilizzano servizi standardizzati (di connettività, sicurezza
di base, hosting) i Cloud Services potrebbero essere
un’evoluzione “naturale” dei Managed Services e offrire molti
nuovi benefici nel difficile percorso competitivo di
“retention” della clientela business. Ma il disegno di una
nuova offerta più scalabile e basata sul modello “pay as you
go”, implica un complesso percorso di consolidamento, upgrade
delle infrastrutture e partnership che richiede tempo e una
rivoluzione organizzativa di tutta la catena del valore del
settore. Una rivoluzione che sarà al centro della sfida degli
stakeholder ICT verso il mondo del Cloud.

Daniela Rao, Tlc Research Director di Idc Italia,
corresponsabile dell’Osservatorio e vicepresidente Anfov, ha
posto l’attenzione sulla complessità e sulle numerose
contraddizioni che ancora caratterizzano il cloud computing. Tra
gli operatori c’è confusione sulle etichette con cui si
propongono i vari servizi, mentre la domanda è ancora poco
consapevole e addirittura non correttamente e completamente
informata riguardo alle caratteristiche e alle implicazioni
dell’offerta che viene proposta. Il mercato del cloud computing,
come tutto l’Ict, sta vivendo una trasformazione continua,
dettata dalla necessità degli utenti di ottimizzare le risorse e
dall’enorme pressione sui budget.
Come sottolineato da Claudio Chiarenza, Chief
strategy officer Italtel, responsabile dell’Osservatorio e membro
del Consiglio di Direzione e del Comitato Strategico Anfov, la
richiesta di scalabilità e la virtualizzazione da un alto, e
l’attesa di minori costi, più sicurezza e qualità del servizio
dall’altro, definiscono la domanda, che peraltro ha sempre molte
incertezze ad adattare le strutture. In generale è ormai
consolidato il concetto di “IT as a service” in un sistema che
sempre più deve andare verso l’utenza ed essere in sintonia con
l’ecosistema. E’ definitivamente tramontato il tempo in cui
l’IT imponeva le sue regole. Già ora, e ancor più in futuro,
dovrà essere in sintonia con gli obiettivi delle aziende a cui si
rivolge. Parlando di prospettive del cloud computing, non si può
dimenticare l’aspetto normativo. E’ necessario tranquillizzare
il cliente sulla protezione dei dati, contando su un quadro
giuridico che consenta i necessari livelli di privacy.

Luca Giuratrabocchetta, Country Manager, Google
Enterprise, ha illustrato come Google si sia avvalsa della forza
della sua piattaforma e della sua esperienza nei servizi consumer
per potenziare l’offerta verso le aziende. Anche in ambito
aziendale, ci sono dei servizi che possono migrare verso il cloud
pubblico, senza pregiudizi per la sicurezza e con notevoli risparmi
sui costi, soprattutto per le piccole imprese. L’esperienza
dimostra anche come queste aperture verso gli strumenti di
collaborazione, e quindi di condivisione della conoscenza, abbiano
ricadute positive sulla capacità di innovazione.

Giustino Longo, senior director, Oracle Consulting
South Western Europe ha presentato la strategia di Oracle per il
cloud, che parte dall’analisi di che cosa il cliente ha in mente
quando chiede il cloud. Esigenze e motivazioni sono molto
variegate, soprattutto in relazione alla dimensione dell’azienda,
e così sono le scelte tra cloud pubblico, privato o ibrido. Per
tutti, c’è attenzione crescente ai costi e all’evoluzione del
mercato.
Pierpaolo Lanati, Country Manager Italia di Ipanema Technologies ha
illustrato come Ipanema affronta il controllo e il monitoraggio
della rete sotto forma di managed services, con un approccio
metodologico completo per fronteggiare la complessità. E’
necessario affrontate il problema di come garantire i livelli di
servizio, come gestire in modo ottimale la rete e come ottenere la
visibilità necessaria. Un altro tema critico è l’ottimizzazione
dei costi della wan e l’utilizzo efficiente delle reti
ibride.

Rodolfo D’Agostino, Solutions Engineer, Akamai
ha presentato la piattaforma Akamai per la distribuzione di
contenuti via internet con un sistema di mirroring dei contenuti
situati sul server del cliente per assicurare velocità nel
servizio, capacità anche in caso di aumenti consistenti del
traffico e soprattutto sicurezza in caso di attacchi o di tentativi
di uso fraudolento.

L’osservatorio è terminato con una tavola rotonda presieduta da
Mauro Solimene, Country Manager di CA
Technologies. Sollecitati sul tema sul tema ”a che punto è il
cloud computing”, i partecipanti hanno convenuto che il trend è
segnato sia da parte dell’offerta sia della domanda e hanno
affermato la rilevanza dell’infrastruttura, unitamente alla
sicurezza e all’importanza della governance. Dal lato
dell’offerta, inoltre, è altrettanto importante la capacità di
combinare i vari elementi nel modo che meglio risponde alle
esigenze del cliente. Il vice presidente di Anfov, Roberto Azzano,
ha infine ricordato come il vero volano per questo mercato in
Italia, sarà la piena accettazione e adozione da parte delle Pmi.