Alcatel-Lucent: big bang per le reti metropolitane - CorCom

LO STUDIO

Alcatel-Lucent: big bang per le reti metropolitane

Secondo i Bell Labs traffico sestuplicato nel giro di cinque anni. Video e cloud le due “variabili” fondamentali. Necessaria l’adozione di tecnologie in grado di fronteggiare l’ondata

16 Dic 2013

Patrizia Licata

Video e data center sotto la spinta del cloud computing genereranno in cinque anni una moltiplicazione del traffico dati di quasi sei volte nelle reti metropolitane, centro di un vero “Big Bang” perché in queste aree l’aumento del traffico dati sarà sensibilmente maggiore rispetto ai grandi backbone. Lo rivela lo studio “Metro network traffic growth: an architecture impact study” presentato dai Bell Labs di Alcatel-Lucent, una delle principali strutture di ricerca nel campo delle telecomunicazioni e delle tecnologie digitali.

Secondo lo studio, il traffico dati sulle reti “Metro” aumenterà nei cinque anni dal 2012 al 2017 di 5,6 volte, con un incremento medio cumulato annuo del 41%. L’aumento sarà determinato dal traffico video, stimato in aumento di 7,2 volte, pari a oltre il 48% annuo, mentre il traffico che interessa i data center, incluso il cloud computing, aumenterà di 4,4 volte, pari al 35% annuo.

La conseguenza sarà la necessità di nuovi approcci e tecnologie per riorganizzare il traffico e sostenere uno sviluppo ottimizzato dei nuovi servizi, con strumenti come router intelligenti, la convergenza di tecnologie ottiche di trasporto e Ip, nonché di reti “software defined”, le Sdn, che rappresentano un approccio più flessibile e potente rispetto alle soluzioni tradizionali.

In particolare, i Bell Labs di Alu stimano che il traffico “locale”, quello appunto nell’area Metro (un agglomerato urbano, una città o parte di essa), crescererà in misura decisamente superiore a quella che, al contrario, uscirà dalla Metro per passare attraverso le dorsali a lunga distanza. Sul totale del traffico “geografico”, la componente che resta all’interno delle reti metroopolitane oggi è valutato al 57% e raggiungerà una quota del 75% per il 2017. Pur aumentando di 3,2 volte (circa 26% annuo), scenderà invece dal 43 al 25% la parte di traffico che uscirà dall’ambito metropolitano per transitare sui grandi backbone.

Il traffico Metro considerato comprende servizi come broadcast televisivo, Tv time-shifted (possibilità di accesso a programmi già trasmessi), video on demand, video Internet, servizi dati sul web, audio e video su reti mobili, varie forme di comunicazione (VoIp, video, posta elettronica, sistemi immersivi), file sharing, cloud residenziali e connessione tra data center.

Uno dei motivi della diversa dinamica tra backbone e Metro va ricercata, secondo lo studio dei Bell Labs, nelle strategie adottate per la distribuzione dei contenuti video, che costituiscono la parte più “pesante” del traffico. Il traffico mobile, invece, rappresenta la componente più dinamica, ma in assoluto minoritaria del totale.

Con l’aumento dei contenuti video, cresce anche la tendenza a non adottare un modello centralizzato, basato su un unico “hub” di distribuzione nazionale, proprio per evitare un eccesso di trasmissione dal “magazzino centrale” all’utente finale, privilegiando invece una struttura “federativa”, nella quale i contenuti sono inviati ad archivi (“cache”) locali, quindi più vicini all’utente, e da qui vengono replicati in funzione delle richieste della clientela (si pensi alla distribuzione di filmati on demand). A questo riguardo, più “fine” è la granularità degli archivi (si parla di “deep caching”), minore è il carico della rete.

Considerazioni di questo genere porteranno ad un ripensamento delle architetture di networking, proprio al fine di ottimizzare il traffico, migliorare la qualità del servizio e la user experience, riducendo nel contempo i costi. Tutto ciò spingerà a sua volta a privilegiare un utilizzo e una distribuzione delle risorse (computing, storage, networking) in funzione dei nuovi modelli, con cambiamenti nei flussi di traffico. Le conseguenze saranno il potenziamento del livello Metro/Edge dei router, una più stretta convergenza tra livello ottico e architettura Ip, nonché un sempre maggiore orientamento verso le Sdn o Software Defined Network.

“Il cambio di passo sulle reti è inarrestabile: questo studio quantifica ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti”, commenta Gianluca Baini, Presidente South Mediterranean di Alcatel-Lucent Italia. “Milioni di utenti e aziende stanno cambiando il loro modo d’operare: cresce la fruizione di video o musica in streaming, da casa depositiamo sempre più documenti e contenuti multimediali in rete, le aziende hanno cominciato ad affidare a cloud pubblici e privati una parte sempre maggiore, e anche sempre più critica, delle loro informazioni. A loro volta, gli operatori di rete stanno cercando nuove strade per erogare nuovi servizi in modo più efficiente, contenendo i costi e confrontandosi con una concorrenza sempre più agguerrita. La nostra strategia punta a dare delle risposte facendo leva su un portafoglio d’eccellenze basato su tecnologie Ip, ottiche, di gestione software-based delle reti. In pochi anni, ultrabanda fissa e mobile, cloud, mobilità stanno creando una miscela senza precedenti, con nuove regole del gioco cui occorre dare risposte innovative”.

Alcatel-Lucent ha messo a punto un’offerta di filiera per realizzare delle “Soluzioni Metro” ottimizzate per la nuova realtà del cloud e del video online che si estende dai piccoli Core Router multi-servizio ai service router fino alle tecnologie Ip di routing con supporto Openflow. Queste ultime saranno funzionali alla realizzazione di reti Sdn, velocemente e facilmente riconfigurabili con il variare delle esigenze di traffico.

Alcatel-Lucent ha anche annunciato nuovi sviluppi nella serie di apparati per le reti di trasporto ottico 1830 PSS, che integrano la tecnologia Wdm in scenari Carrier Ethernet 2.0 e ora anche moduli 100 Gb/s Data Center Interconnect per estendere la gamma di servizi e protocolli (Ethernet, Infiniband, Fibre Channel), con ampia scelta di velocità e distanze e moduli per l’interconnessione di router, programmabili a 100 e 200 Gbit/s.

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