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IL CONVEGNO

Alcatel-Lucent: la rete abilitatore del futuro

L’Ict leva di crescita e sviluppo al centro del convegno “Missione critical Ict” organizzato dal colosso del networking in Italia. A confronto aziende e PA

27 Mar 2015

Patrizia Licata

Banche, utility, operatori ferroviari, aeroporti, amministrazioni pubbliche – per soggetti come questi l’Ict rappresenta un’opportunità di crescita e sviluppo (che si riflette in crescita e sviluppo per l’intero sistema paese) e al tempo stesso una sfida cruciale perché le loro infrastrutture sono “critiche”: un’interruzione del funzionamento può avere effetti di larga scala e mettere a rischio la sicurezza di cose e persone. Sono le sfide generali poste da un mondo ultra-connesso il cui cuore diventa oggi più che mai la rete, una rete che deve evolvere per essere intelligente, sicura, affidabile, flessibile, resistente, scalabile. Lo ha illustrato Alcatel-Lucent, il gruppo specializzato in Ip networking e accesso a banda ultralarga e cloud, nel corso del convegno “Mission critical Ict: innovazione e crescita” che si è tenuto ieri pomeriggio a Roma: si è trattata di un’occasione di confronto con esponenti del mondo industriale e delle istituzioni per condividere esperienze e esigenze sulle infrastrutture mission critical. “Every success has its network” è il motto con cui Alu ha sottolineato quanto la rete diventi pilastro del successo di ogni azienda, pubblica o privata, nell’era digitale, garantendo un miglioramento dell’efficienza e un abbattimento dei costi senza precedenti, ma a patto che si abbraccino le nuove tecnologie, come virtualizzazione e cloud, che modernizzano la rete.

“Questo è il primo di una serie di incontri che abbiamo denominato Innovation Talks in cui ci focalizziamo su reti e servizi e su come migliorare efficienza e competitività nelle nostre aziende e nella Pa e quindi nell’intero sistema paese”, ha indicato Sergio Gianotti, Sales director Large corporate and public sector Italy, Alcatel Lucent, introducendo i lavori. “Le mission critical Ict sono la base su cui si fondano tutti i servizi dell’economia digitale: vogliamo fare transazioni bancarie e spese online in sicurezza, condividere informazioni in rete in modo sicuro, contare su infrastutture affidabili e disponibili. Su questo Alcatel-Lucent investe da sempre, anche grazie al lavoro dei Bell Labs, patrimonio di innovazione, ricerca e sviluppo che si fonda sul lavoro di oltre 1000 ricercatori”.

E se di solito pensiamo alle reti della Difesa, ai trasporti, alle utility e alle banche come mission critical Ict, la diffusione dei device mobili e la connettività pervasiva rendono “tutto” mission critical Ict, anche le connected cars e sicuramente il settore sanitario, ha sottolineato Andrea Rangone, professore di Business strategy ed e-business del Politecnico di Milano. “Parliamo di innovazione e crescita”, ha detto Rangone, “e questi concetti oggi sono strettamente legati alle trasformazioni dirompenti portate dall’economia e dalle start-up del digitale, la cosiddetta Big bang disruption che impone modelli di business nuovi, basati sulla rete”. “Le forzanti infrastrutturali del cambiamento vanno dal protocollo Ip, al mobile passando per Internet of Things, social, cloud, i Big data e analytics”, ha continuato Rangone. “In questo scenario anche il ruolo degli executive in azienda deve cambiare”.

Il ruolo dei Bell Labs di Alcatel-Lucent è stato illustrato da Herbert Mittermayr, principal consultant di Bell Labs Consulting: “Abbiamo sempre lavorato pensando al futuro e a come innovare e affrontare la disruption, non aspettandola ma anticipandola, facendo in modo che questi cambiamenti dirompenti diventino più controllabili”, ha affermato Mittermayr. Alu prevede che nel 2020 ci saranno 70 miliardi di cose connesse, che il traffico data center e cloud aumenterà del 440% tra il 2012 e il 2017 e che 3,9 miliardi di persone saranno connesse a Internet nel 2017, soprattutto su mobile (e nel traffico mobile dominerà il video). “Tutto questo ha un solo grande abilitatore, la rete”, ha puntualizzato Mittermayr. Dovrà essere una rete però rinnovata per rispondere al boom del traffico e anche a esigenze di personalizzazione e flessibilità senza precedenti, una rete sempre più spostata sul cloud, definita dal software (Sdn), con virtualizzazione delle funzioni di rete (Nfv) e ottimizzazione ottica/Ip.

Alberto Lotti, Italy Marketing director di Alcatel Lucent, è tornato sulle sfide per i settori “più” mission-critical: utilities, trasporti, government e Difesa. “Tutti questi settori condividono esigenze come lavorare con budget più ridotti, aggiornare reti che possono diventare rapidamente obsolete e garantire al massimo la predicibilità (sicurezza che il dato non si perda o non si corrompa), la scalabilità, la protezione, l’affidabilità, la resilienza e la semplicità”. Per questo le aziende oggi possono indirizzarsi verso tecnologie come Sdncloud; IpMpls; Lte; Dwdm-L1-encryption. “La crittografia deve essere la base ed è importante che la sicurezza sia inclusa a livello di progetto nelle reti”, ha sottolineato Lotti. Dall’ATM di Milano alla Nato, sono tanti i clienti che già collaborano con Alcatel-Lucent per rinnovare le loro reti con soluzioni che garantiscono riduzione dei costi, semplificazione operativa, agilità, sicurezza e capacità di creare rapidamente nuove applicazioni.

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