Amazon si allea con James Bond: fornirà i servizi cloud agli 007 britannici - CorCom

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Amazon si allea con James Bond: fornirà i servizi cloud agli 007 britannici

Le tre agenzie di spionaggio del Regno Unito raccoglieranno sulla nuvola i materiali classificati per potenziare le proprie capacità di analisi. Ma le informazioni rimarranno sul suolo nazionale e Aws non avrà alcun accesso ai dati

26 Ott 2021

Antonello Salerno

Lo James Bond del ventunesimo secolo ha un’arma in più per svolgere al meglio le proprie missioni: il cloud. Almeno stando alle anticipazioni del Financial Times, secondo cui Gchq, agenzia governativa britannica che si occupa della sicurezza nazionale, ha siglato un accordo con Aws, Amazon Web Services, per la fornitura di servizi cloud ad alta sicurezza ai servizi segreti. A utilizzarli saranno quindi l’Mi5 e l’Mi6, oltre che gli altri dipartimenti governativi e il ministero della difesa in occasione delle operazioni congiunte.

Gli 007 avranno in questo modo a disposizione un ambiente e servizi cloud in cui raccogliere il materiale classificato che producono, per poter potenziare le proprie capacità di data analytics grazie all’intelligenza artificiale. Tra le condizioni che vincolano l’accordo, che sarebbe già stato firmato e che secondo gli addetti ai lavori ammonterebbe a una cifra compresa tra i 500 milioni e il miliardo di sterline, c’è quella che i dati delle agenzie di intelligence britanniche siano conservati esclusivamente sul territorio nazionale, e – come era prevedibile immaginare – l’azienda non avrà nessuna possibilità di accedere alle informazioni veicolate dai servizi segreti britannici.

Grazie alla nuova piattaforma messa a disposizione da Amazon i servizi segreti potranno condividere una serie di informazioni, a partire da quelle logistiche, e contare su applicazioni hi-tech che consentiranno, ad esempio, di individuare le voci di interesse all’interno di registrazioni di ore, mettendo le traduzioni a disposizione degli investigatori.

La criticità più importante dell’accordo, in ogni caso, stando almeno a quanto evidenziato dal Financial Times, è il fatto che potrebbe dare vita a “preoccupazioni sulla sovranità”, dal momento che una “grande quantità dei dati più segreti del Regno Unito sarà ospitata da una singola azienda tecnologica statunitense”.

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