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LA RICERCA

Big Data, il 96% dei manager italiani è soddisfatto dei risultati

Accenture: il 46% dei dirigenti che si sono serviti degli analytics ha riscontrato un aumento dei ricavi e risultati positivi nella customer experience. Ma bisogna sciogliere i nodi sicurezza e insufficienza dei budget

16 Ott 2014

A.S.

Il 96% dei manager italiani che ha effettuato progetti con i Big Data è soddisfatto dei risultati ottenuti per il business, e il 46% ha riscontrato un sensibile incremento di nuove fonti di reddito. E’ quanto emerge dalla ricerca “Big success with Big Data” di Accenture, condotta su 4.300 manager di aziende operanti in 19 Paesi.

“A sorpresa – spiegano da Accenture – la soddisfazione degli italiani è più alta della media registrata a livello internazionale (92%), mentre su altri fronti ci sono ancora dei gap da colmare. L’82% dei manager delle aziende internazionali concorda nel sostenere che i Big Data rappresentano una fonte significativa di valore per le loro aziende. In Italia, il 72% dei dirigenti ha dato lo stesso feedback: un dato alto, ma che ha ancora potenzialità di crescita. L’82% dei C-level italiani ritiene i Big Data ‘molto importanti’ o ‘estremamente importanti’ per la trasformazione digitale delle loro attività (89% è la media globale)”.

“Le aziende sono davanti a una svolta – afferma Vincenzo Aloisio (nella foto), responsabile di Accenture Analytics Igem, divisione di Accenture Digital – Oggi invece dei potenziali risultati che possono essere raggiunti grazie ai Big Data, stanno emergendo quali sono i concreti benefici che derivano dal loro utilizzo, tra cui crescita delle entrate, il miglioramento della customer experience e una maggiore efficienza dei processi operativi. Le aziende stanno riconoscendo che i Big Data rappresentano uno dei capisaldi della trasformazione digitale”.

“Oggi, anche i tubi dell’acqua possono generare e fornire dati. Mentre l’Internet delle cose è una nuova fonte di informazione e consente di reperire una grande quantità di dati, le nuove tecnologie connesse ai Big Data aiutano a scoprire informazioni cruciali per il business – continua Aloisio – Le aziende che non implementano le soluzioni derivanti dai Big Data perdono l’opportunità di trasformare i dati in una risorsa in grado di guidare il loro business e determinare un vantaggio competitivo”.

Sul piano internazionale, più del 60% dei manager ha dichiarato che la propria azienda ha già completato l’implementazione di sistemi legati ai Big Data, mentre il 36% non ha ancora messo in atto un progetto in tal senso e non pensa di svilupparlo.

Secondo la ricerca, la maggior parte di manager italiani che utilizzano i Big Data lo fanno per identificare nuove fonti di reddito (92% contro il 94% globale), per fidelizzare e acquisire la clientela (84% rispetto al 90% globale), per sviluppare nuovi prodotti e servizi (78% contro l’89% complessivo).

Quanto ai benefici, le aziende stanno già riscontrando un notevole impatto sul loro business. In Italia in particolare nel reperimento di nuove fonti di reddito (46%), nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi (38%), nell’incremento e nella fidelizzazione della propria clientela (45%) e nel miglioramento della customer experience (56%). “Emerge dunque come le aziende italiane stiano sfruttando bene i Big Data – spiegano da Accenture – per ottimizzare la relazione con la clientela, mentre c’è ancora della strada da percorrere per ottenere redditività al pari dei colleghi globali”.

Ma sulla strada che porta all’implementazione delle attività legate ai Big Data secondo i manager italiani ci sono ancora alcuni ostacoli: la sicurezza (51% a livello globale – 52% in Italia) e l’insufficienza del budget (47% globale – 48% Italia) risultano ancora i principali problemi.

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