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Capgemini: app mobili e big data, cambia la spesa IT dei cio

Secondo dati del “World quality report” 2014 di Capgemini per la prima volta la maggior parte del budget sul testing e quality assurance viene assegnato all’acquisto di nuove applicazioni, invece che a manutenzione ed aggiornamento di soluzioni già acquistate

15 Ott 2014

A.S.

Per la prima volta la maggior parte del budget IT, circa il 52%, assegnato alla Testing e Quality Assurance, viene speso per ampliare il panorama IT, ad esempio sviluppando nuove applicazioni mobile e sistemi big data, piuttosto che per la modernizzazione e per il mantenimento dei sistemi e delle applicazioni legacy. E’ uno dei dati più importanti che emergono dal World Quality Report appena pubblicato da Capgemini, fornitore mondiale di servizi di consulenza, tecnologia e outsourcing, e Sogeti, la divisione aziendale specializzata in servizi professionali. Lo studio annuale, pubblicato in collaborazione con HP, esamina lo stato delle attività di testing in vari comparti dell’industria e aree geografiche, e ha evidenziato che, con la crescente importanza della qualità delle applicazioni e affrontando la complessità IT associata con i social, mobile, analytics, cloud e Internet of Things, le attività di testing e quality assurance sono riconosciute come una funzione chiave per il business.

“Lo studio di quest’anno – si legge in una nota di Capgemini – che si basa su 1.543 interviste a Cio, responsabili IT e direttori dell’area testing provenienti da 25 Paesi, rileva che la percentuale di spesa per il testing nel budget IT è in costante aumento poiché una maggiore attenzione viene posta sulla qualità e affidabilità delle applicazioni e sulla user experience in generale. Con la rapidità e la portata dei feedback provenienti dai social e dai media online, le grandi aziende sono diventate più consapevoli dell’impatto dannoso che eventuali errori nelle applicazioni provocherebbero alla reputazione aziendale e al valore del brand. La spesa media in percentuale per QA del budget IT complessivo è passata dal 18% nel 2012 al 23% nel 2013, arrivando al 26% nel 2014 (nel Sud Europa e in Italia l’investimento QA per quest’anno toccherà il 20%). La quota di budget per il testing è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, con una previsione che raggiunga il 29% entro il 2017 (22% in Italia)”.

La crescente attenzione al testing è guidata dallo sviluppo di nuovi progetti e dalla digital transformation. “Il testing di nuove applicazioni rappresenta ormai la quota maggiore (52%) dei budget complessivi per il testing – spiega il comunicato – con un incremento rilevante rispetto al 41% del 2012. Questa crescente attenzione sui nuovi progetti connessi alla digital transformation si riflette nella ripartizione dei budget di testing dove il 40% è assegnato a progetti di sviluppo in ambito Big Data & Analytics e il 27% per nuove iniziative cloud (in Italia, si riscontra una forte attenzione per il testing di nuovi progetti su cloud con il 35% del budget allocato)”.

Il rapporto evidenzia amche l’aumento delle soluzioni cloud-based nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi: “La riduzione dei costi rimane ancora una priorità per l’IT e poiché le aziende cercano di limitare i costi per l’infrastruttura di test, c’è stato un aumento nell’uso della virtualizzazione e nell’adozione di soluzioni SaaS – prosegue la nota – Dopo un calo nel 2013, l’adozione del cloud per l’hosting e il testing di applicazioni è tornato a crescere. Il testing nel cloud è aumentato dal 24% dello scorso anno al 32% nel 2014 e si stima una crescita al 49% entro il 2017”.

“Il testing come attività sta diventando sempre più business critical per le aziende che devono confrontarsi con forze di mercato esterne che guidano la trasformazione digitale – afferma Marco Bonanni, responsabile della Global Service Line del Testing di Capgemini Italia – Queste forze di mercato includono i cambiamenti nel comportamento dei clienti, una maggiore competizione globale, la necessità di fornire un’esperienza all-channel, la rapida adozione dei canali social, un aumento dei volumi di dati e l’evoluzione delle tecnologie come cloud e mobile. Chi leggerà il report noterà che le organizzazioni che si occupano di Testing sono focalizzate per trarre vantaggio da queste nuove dinamiche di mercato e fornire un valore di business tangibile nel più breve tempo possibile, ottimizzando i costi”.

“I Cio sono continuamente sotto pressione per garantire un’eccezionale user experience generale – commenta Raffi Margaliot, senior vp e general manager, application delivery management di HP – che è un elemento fondamentale di fedeltà e valore del brand. La disponibilità da parte dell’utente a tollerare problemi per la sicurezza delle applicazioni, problemi di usabilità o di prestazione o per una user experience incoerente tra i diversi canali si è molto ridotta e ha avuto un impatto significativo sull’importanza e la disciplina del Testing e Quality Assurance (QA )”.

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