LE ANALISI

Cloud, Italia in chiaroscuro: le aziende lo utilizzano ma non sanno sfruttarlo al meglio

I dati Accenture: solo poche organizzazioni se ne servono come un nuovo modello operativo, e per questo rischiano svantaggi competitivi. Focus Reply sul settore finanziario: la “nuvola” trasforma il modo in cui viene creato valore. Il punto su evoluzioni e investimenti a Telco per l’Italia il 14 dicembre

30 Nov 2021

A. S.

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Aumenta il numero di aziende che adottano soluzioni cloud, anche se il potenziale di questa tecnologia non viene sfruttato a pieno dalle organizzazioni italiane. Anche se gli studi più recenti testimoniano il fatto che sarà proprio il cloud uno dei principali elementi di trasformazione del modo in cui viene creato valore nel campo dei servizi finanziari. Ad avanzare queste tesi sono due studi appena pubblicati, il primo firmato da Accenture (“Ever-ready for Every Opportunity: How to Unleash Competitiveness on the Cloud Continuum)  e il secondo da Reply in collaborazione con l’Imperial College Business School (“Cloud in Financial Services”).

La ricerca Accenture sulla “maturità cloud” delle imprese italiane

Secondo i dati pubblicati da Accenture soltanto poche organizzazioni sfruttano il cloud con un nuovo modello operativo, facendo leva su funzionalità innovative per realizzare un maggiore valore aziendale, al di là della riduzione dei costi IT: si tratta dei cosiddetti “continuum competitors”, aziende capaci di reinventare continuamente le proprie attività grazie all’utilizzo sistemico delle tecnologie cloud.

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La ricerca, che ha coinvolto quasi 4.000 executive in 25 paesi, presso organizzazioni del settore pubblico e privato, presenti trasversalmente nelle diverse industries, evidenzia infatti come i continuum competitors siano in Italia rappresentano soltanto il 6% del totale, contro un dato che oltrepassa il 12% nella media europea e globale. Ritardo che si traduce secondo l’analisi di Accenture in una perdita di vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi, e in una minore resistenza a eventuali shock futuri.

 “Oggi la maggior parte delle organizzazioni implementa una combinazione di cloud pubblici, privati ​​e perimetrali con poca integrazione tra loro – spiega Valerio Romano, Cloud First Lead di Accenture – Di conseguenza, l’innovazione, i dati e le migliori pratiche raggiunte in una parte dell’organizzazione non avvantaggiano le altre, impedendo così la realizzazione di valore. Solo una piccola percentuale di aziende si sta posizionando per trarre il massimo dal cloud, considerandolo come un continuum di tecnologie che abbraccia diverse aree di business, affiancato dinamicamente dal 5G cloud-first e dalle reti software-defined per supportare le esigenze in continua evoluzione della loro attività”

 Nononstante questo l’Italia, secondo i dati di Accenture, vanta una buona presenza delle proprie organizzazioni sul cloud: più della metà delle aziende italiane ha già in media il 36% del proprio business sul cloud pubblico,  Il 60% degli intervistati in Italia, inoltre, pianifica di implementare la migrazione di quasi due terzi dei carichi di lavoro entro i prossimi cinque anni.

Più nello specifico dalla ricerca emerge che in Italia l’84% delle aziende ha generato un risparmio fino al 10% grazie al Cloud, che negli ultimi 2-3 anni il 79% è riuscita a ridurre l’impronta ecologica fino al 10%, il 20% tra l’11-30%, e che più del 60% delle organizzazioni ritiene che il cloud abbia migliorato la collaborazione tra i dipendenti, incoraggiato progetti ambiziosi, aggiunto più rigore alla strategia e alle decisioni aziendali e abbia reso il lavoro interessante e analitico, riducendo i compiti ripetitivi.

Quattro gli approcci vincenti verso il cloud che, messi in atto dai continuum competitors, potrebbero essere applicati a ogni organizzazione: sapere cosa ottenere dal ​​continuum, sviluppando una strategia con una visione chiara dei valori fondamentali e delle aspirazioni future; Stabilire quali cloud practices supportano e potenziano le tecnologie a disposizione, anche delle aree che in azienda non sono prettamente tecnologiche; accelerare l’innovazione per offrire esperienze eccezionali agli utenti e garantire continua “executive sponsorship” al cambiamento, con la leadership deve stabilire obiettivi aziendali, impostare livelli di rischio adeguati e promuovere una cultura di agilità e crescita.

Reply: il cloud trasforma la creazione di valore nei servizi finanziari

 Secondo il nuovo report pubblicato da Reply in collaborazione con l’Imperial College Business School il cloud rappresenta il futuro per il settore dei servizi finanziari: tra i principali vantaggi di questa tecnologia gli intervistati evidenziano la scalabilità on-demand (60%), la possibilità di accelerare l’implementazione di nuove funzionalità (51%) e la capacità di innovare (44%)mentre il 29% del campione sottolinea l’aumento di efficienza operativa e una maggiore cyber resilience.

“Il cloud è destinato ad affermarsi sempre più nel settore dei servizi finanziari e la pandemia ha ulteriormente accelerato questo processo – commenta Nelson Phillips, professore di Technology Management presso l’Università della California – Ma le istituzioni finanziarie devono gestire strategicamente questa trasformazione dando la giusta attenzione ad una serie di aspetti legati al progressivo spostamento delle attività verso il cloud. Importanti sfide strategiche e organizzative, infatti, devono essere affrontate affinché l’adozione del cloud sia efficace e le aziende traggano il massimo valore da questo cambiamento.”

Tra le sfide più importanti lo studio, che raccoglie le opinioni di più di 300 rappresentanti di istituzioni finanziarie tra il Regno Uniti e i paesi Ue individua le questioni normative e di compliance (74%), la mancanza di competenze sul cloud o la preparazione culturale all’interno della comunità degli stakeholder (59%) e la dipendenza dai fornitori di servizi cloud di terze parti (47%), oltre che la necessità di bilanciare il rischio di una eccessiva dipendenza dai fornitori di terze parti. Capitolo a parte per la cybersecurity, ambito in cui se una parte una fetta considerevole del campione attribuisce al cloud il fatto di aver migliorato significativamente le prestazioni di sicurezza rispetto ai sistemi gestiti tradizionalmente on premise, dall’altra vede molti intervistati sottolineare come i problemi di sicurezza siano tra i temi più impegnativi da affrontare nella transizione al cloud.

“Questo report dimostra che la velocità e l’impatto dell’adozione del cloud dipendono fortemente dalla presenza delle persone giuste, dall’esistenza della giusta cultura e dalla prontezza dei leader – commenta Freddy Gielen, Executive Partner di Reply – Avere a disposizione la tecnologia migliore senza avere le persone adeguate, la cultura e la leadership non produrrà quell’impatto aziendale e quel ritorno sugli investimenti che è possibile ottenere da una transizione al cloud ben gestita”.

L’Italia alla sfida del cloud

14 dicembre dalle ore 11.00

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Saluti e apertura dei lavori Mila Fiordalisi, Direttore CorCom

 

Andrea Rangone, presidente Digital360

Lo scenario di mercato e le sfide all’orizzonte

Francesco Bonfiglio, Chief Executive Officer Gaia-X Aisbl

Il cloud locomotiva della ripartenza: per l’Italia un ruolo da protagonista?

 

Parola d’ordine: ecosistema

Non c’è cloud senza digital transformation. Non c’è digital trasformation senza infrastrutture. Fondamentale il ruolo della filiera dell’Ict e dell’hi-tech per spingere i progetti e diffondere innovazione attraverso soluzioni all’avanguardia. L’Italia è pronta? Modera Mila Fiordalisi

 

  • Roberto Bussolotti, Regional Vice President Amdocs
  • Alessandro Colonna, Enterprise Sales Director Dell Technologies Italia
  • Marcello Forti, Vice President Sales Southern Europe & Vodafone Global Sales Adva
  • Federico Protto, Amministratore delegato Retelit
  • Daniele Righi, Chief Innovation and Business Development Officer Linkem
  • Maurizio Sedita, BU Business & Consumer Sales Director WindTre

 

Telco e Ott, fronte comune per vincere la partita

Reti a banda ultralarga e piattaforme all’avanguardia: la convergenza è la chiave di volta. Dalla competition alla coopetition per lo sviluppo di iniziative a servizio del Sistema Paese: Modera Mila Fiordalisi

 

  • Fabio Cerone, Vp Managing Director Emea Telco Business unit Aws
  • Carlo d’Asaro Biondo, ceo Noovle e Evp Partnership Gruppo Tim
  • Augusto Di Genova, Chief Enterprise Officer Fastweb
  • Marco Ferrauti, Italy Presales Director Zte Italia
  • Dario Lucatti, Telco Industry Client Director Microsoft Italia
  • Claudio Santoianni, Marketing & Corporate Affairs Nokia Italia

 

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