Cloud Italia, ecco il piano Almaviva-Aruba. Si ritira il Consorzio Cic - CorCom

LA STRATEGIA NAZIONALE

Cloud Italia, ecco il piano Almaviva-Aruba. Si ritira il Consorzio Cic

Le due aziende hanno presentato la propria proposta a Colao. Ha deciso invece di tirarsi indietro il team a sei presieduto da Zunino: “Non ci riconosciamo nel modello, attendiamo dettagli sulle procedure di assegnazione”

02 Ott 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Dopo la proposta di di partenariato pubblico-privato per la creazione del Polo Strategico Nazionale (Psn) a firma del quartetto Cdp-Tim-Sogei-Leonardo, è stata presentata al ministro dell’Innovazione Vittorio Colao anche quella del team Almaviva-Aruba. Ha deciso invece di ritirarsi della partita il Consorzio Italia Cloud composto da Seeweb, Eth, Netalia, Infordata, Sourcesense, Babyloncloud e presieduto da Michele Zunino.

La proposta Almaviva-Aruba

La proposta di Almaviva e Aruba per il Polo Strategico Nazionale punta su una Green Cloud Factory con un’elevata capillarità di presenza territoriale e fa leva sull’approccio di security and privacy by design. Le due aziende annunciano la disponibilità di 4 Data Center campus collocati in diverse Regioni “per consentire l’accelerazione della fase di setup e una velocità di migrazione superiore agli obiettivi prefissati dal governo”, spiegano in una nota.  Sul fronte security saranno garantiti “adeguati livelli di crittografia e gestione delle chiavi esterne alle diverse piattaforme”. Per portare avanti il Piano sono previsti, inoltre, accordi tecnologici coi principali cloud provider già attivi e certificati dalla PA, in ottica multi-cloud, per consentire l’accesso alle migliori soluzioni del settore senza rischio di lock-in.

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Il Consorzio Italia Cloud si ritira

Il Consorzio Italia Cloud (Cic) – composto da Seeweb, Eth, Netalia, Infordata, Sourcesense, Babyloncloud e presieduto da Michele Zuninoha deciso di non presentare alcuna proposta “non riconoscendosi nel modello indicato e di rimanere in attesa di conoscere le determinazioni del governo sulle procedure di assegnazione”, si legge in una nota in cui si puntualizza che il Consorzio “rimane fortemente interessato alle scelte che caratterizzeranno i dati e i servizi ordinari e i dati e i servizi critici, confidando che sarà possibile definire un’architettura moderna ed evoluta in grado di valorizzare gli investimenti in infrastrutture fisiche già presenti in molte aree del paese realizzati da aziende italiane ed enti pubblici, che stanno già assolvendo a tale compito in piena affidabilità e sicurezza”.

Il Cic esprime la propria propensione verso una infrastruttura cloud federata “che valorizzi le imprese italiane e le aziende pubbliche di settore, indipendente dal soggetto chiamato a gestirle, attenta al principio di “sovranità digitale” che deve rimanere elemento imprescindibile di qualificazione, come avviene in modo prioritario negli altri Paesi europei”. Il Consorzio Italia Cloud – conclude la nota – “è pronto a garantire il proprio contributo con la volontà di affermare positivamente gli elementi fondanti del proprio modello che è e sarà inclusivo. Auspica pertanto che l’opportunità rappresentata dalla creazione del Psn configuri un’analoga opportunità per la crescita e la competitività delle tante aziende che operano nel paese nell’ambito del cloud computing, della rete e dell’informatica in generale; solo così potrà definirsi compiuto il percorso intrapreso con lungimiranza dal Ministro”.

Il progetto della cordata Cdp-Tim-Sogei-Leonardo

La proposta presentata prevede, in caso di aggiudicazione, la costituzione di una NewCo – con una quota del 20% detenuta da Cdp, del 25% da Leonardo, del 10% da Sogei e del 45% da Tim – dotata delle competenze industriali necessarie per l’erogazione dei servizi. Nel progetto saranno coinvolti operatori economici nell’ambito dei servizi tecnologici e digitali “con l’obiettivo di mettere a fattor comune le migliori competenze e le più avanzate tecnologie nazionali e internazionali avvalendosi anche della collaborazione di Cloud Service Provider e di primari fornitori di tecnologia, che saranno gestiti secondo i principi di sovranità previsti dalla normativa”.

Nello specifico, in qualità di soci industriali: Tim fornirà servizi di natura infrastrutturale e piattaforme cloud; Leonardo metterà a disposizione servizi di natura ‘security’; Sogei fornirà servizi di business culture enablement e formazione favorendo la crescita e le competenze della PA; Cdp Equity interverrà in qualità di socio finanziario e investitore istituzionale che sostiene iniziative con significative prospettive di sviluppo in settori chiave per il Paese. “Tutti insieme i soci industriali erogheranno servizi di migrazione end-to-end, nonché supporteranno le PA con servizi professionali di evoluzione per garantire la massima efficienza ed efficacia nell’esercizio in ambienti cloud (re-platform e re-architect)”.

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