LE NUOVE MISURE

Cloud, Microsoft gioca d’anticipo: dal 1° ottobre licenze “open”

Via alle modifiche contrattuali: i clienti potranno migrare verso altri partner, sfruttare l’hardware condiviso e avere maggiore flessibilità nelle opzioni di implementazione software. La mossa per prevenire possibili grane antitrust?

30 Ago 2022

Domenico Aliperto

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Microsoft ha deciso di modificare gli accordi di licenza sui servizi cloud per “supportare la capacità dei clienti di spostare le proprie licenze nel cloud di un partner, sfruttare l’hardware condiviso e avere una maggiore flessibilità nelle opzioni di implementazione per le loro licenze software”. È quanto si legge in un blog post pubblicato da Redmond, che ha annunciato come data di entrata in vigore delle modifiche il primo ottobre.

Una mossa preventiva

Secondo alcuni esperti si tratta di una mossa tesa a evitare nuove possibili grane legali derivanti dai reclami ricevuti dalle autorità di regolamentazione antitrust dell’Ue. La società, che nell’ultimo decennio è stata multata per 1,6 miliardi di euro dalla Commissione Europea per varie violazioni, si è infatti trovata ancora una volta nel mirino dell’Unione a seguito delle denunce dei fornitori di servizi cloud in Germania, Italia, Danimarca e Francia. Il presidente di Microsoft Brad Smith aveva del resto già annunciato le modifiche a maggio senza però precisare quando sarebbero entrate in vigore.

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Gli accordi di licenza riveduti implicano dunque che da ottobre le imprese potranno utilizzare le loro licenze su qualsiasi cloud provider europeo. “Stiamo lavorando per offrire maggiore flessibilità e scelta e semplificare la collaborazione con i partner per l’hosted cloud, indipendentemente dal fatto che i clienti portino le loro licenze o le ottengano da un partner”, si legge nel blog post.

Le novità introdotte dalla modifica degli accordi

Tra le novità introdotte con le modifiche degli accordi, ci sono nuovi benefit legati alla virtualizzazione flessibile, “che amplierà notevolmente la scelta dei clienti durante l’outsourcing. Grazie a questo vantaggio, i clienti con Software Assurance o licenze in abbonamento potranno utilizzare il proprio software con licenza per creare e/o installare soluzioni ed eseguirle su qualsiasi infrastruttura di provider di servizi cloud, dedicata o condivisa. Ciò offrirà ai clienti una maggiore flessibilità per eseguire il proprio software su cloud multitenant”. Microsoft sta inoltre “aggiungendo l’opzione per i clienti con Software Assurance o licenze in abbonamento di concedere in licenza Windows Server su base virtuale. Con questo modello, i clienti possono acquistare licenze solo per i core virtuali di cui hanno bisogno (soggetto a un minimo per Vm), senza essere vincolati a un numero fisico di core sul server. Con l’opzione di licenza per i core virtuali, i clienti possono concedere in licenza Windows Server in base al numero di core virtuali che utilizzano nelle macchine virtuali, semplificando la licenza di Windows Server durante la virtualizzazione o l’outsourcing”.

Con il benefiti legato alla virtualizzazione flessibile, sottolinea infine Microsoft, i clienti possono collaborare con i partner nel programma Cloud Solution Provider per ottenere soluzioni desktop e server in hosting precostruite e portare la propria licenza o ottenere la licenza dal partner.

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