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Cloud “sovrano”, a Roma l’hub di Accenture. Macchi: “L’Italia deve avere rilevanza strategica”

Al via le attività del polo nato con l’obiettivo di creare valore per le organizzazioni attraverso skill specialistiche, use case, acceleratori e l’accesso ad un ampio ecosistema dell’innovazione, fatto anche da università e startup

25 Feb 2022

Veronica Balocco

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Sostenere la crescente propensione delle aziende verso l’adozione del cloud in maniera sistemica, sia in Italia che in Europa, con sempre maggior focus sul cloud pubblico. E implementare percorsi di adozione su misura anche per i clienti dei mercati regolamentati, che rivestono un’importanza strategica per il Paese e l’Unione Europea. Questi alcuni dei temi su cui Accenture può offrire il proprio contributo grazie alla creazione del Competence center sovereign Cloud di Roma, polo all’interno dell’Accenture Cloud innovation center nato appunto con l’obiettivo di creare valore per le organizzazioni che intendono accedere ai servizi del cloud sovrano, attraverso competenze specializzate (tecnologiche e di settore), use case, acceleratori e l’accesso ad un ampio ecosistema dell’innovazione, fatto da player tecnologici, università, startup e il network di centri internazionali di Accenture.

“L’Italia deve avere una forte rilevanza strategica nella geografia digitale continentale e contribuire attivamente alla creazione di un terreno comune per l’interoperabilità dei dati – ha dichiarato Mauro Macchi, amministratore delegato di Accenture in Italia –. Bisogna contribuire alla realizzazione di una cornice di regole e soluzioni tecniche che toccano aspetti come la privacy degli individui e la protezione dei dati dei clienti, condivise da tutti coloro che opereranno in Europa. Accenture è stata tra i primi ad aderire al progetto Gaia-X e ad intraprendere iniziative di cloud sovrano sia a livello europeo, per avere una visione olistica, ma anche a livello locale con degli attivatori che rispondono alle esigenze dei diversi mercati nazionali, come confermato dalla recente apertura del Competence center di Kronberg in Germania e quella odierna di Roma. Vogliamo ulteriormente rafforzare il nostro ruolo driver su questa tecnologia e contribuire alla digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione del nostro Paese”.

Selezionare le migliori soluzioni possibili per renderle competitive

“In un contesto in cui l’economia dei dati avrà un valore di oltre 800 miliardi di euro entro il 2025, come prevede la European data strategy, lo sviluppo del Polo strategico nazionale, quello che sarà il cloud italiano per la pubblica amministrazione, è una straordinaria opportunità per mettere insieme il meglio della collaborazione pubblica e privata – ha commentato Valerio Romano, Cloud first lead di Accenture -. L’importanza delle soluzioni Sovereign cloud in Europa sta crescendo: attraverso il nuovo Sovereign cloud competence center, la nostra ambizione è aiutare le pubbliche amministrazioni, le imprese e le partnership pubblico-privato ad analizzare e selezionare le migliori soluzioni possibili per renderle competitive in termini di servizi. Con l’apertura di Roma, supportiamo i nostri clienti nello sviluppo della loro strategia, spingendo ad ottenere il massimo valore in base alle esigenze specifiche dei mercati regolamentati. Le grandi imprese, attraverso questi nuovi modelli di innovazione, potranno favorire la creazione di filiere tecnologicamente avanzate, che traineranno anche le piccole e medie realtà in contesti di digitalizzazione e a beneficiarne sarà l’intero distretto produttivo e industriale”.

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Accenture continua quindi la sua roadmap di aperture di competence center come snodi dello sviluppo del cloud in Europa. Roma, dopo il centro di Kronberg, assumerà un ruolo strategico nel cloud sovrano per sviluppare, ad esempio, le architetture di riferimento per le soluzioni basate su casi d’uso reali, affrontare scenari multi-cloud che indirizzano le esigenze dei diversi stakeholders o ancora aiutare le pubbliche amministrazioni a rispondere a bisogni concreti di data classification e migration, sempre con un approccio agile e di co-creazione.

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