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CLOUD

Digital transformation, Nutanix: “Anche per i data center un sistema operativo”

L’azienda californiana promette una svolta per la digital transformation. Punta a realizzare una piattaforma “invisibile”, semplice da gestire come nell’esperienza consumer. Presentato il programma Xpress, pensato per le esigenze delle organizzazioni più piccole

09 Nov 2016

Domenico Aliperto

La metafora è tanto semplice quanto sofisticato è il software sottostante: con la convergenza delle funzioni all’interno dei data center, il venir meno dei silos e delle macchine ultraspecializzate, la partita del cloud e della digital transformation sarà sempre più in mano a chi riuscirà a orchestrare queste strutture come oggi Android gestisce – in maniera agnostica – gli smartphone. Che, alla stregua dei data center, hanno accentrato in un unico hardware strumenti e funzioni estremamente differenti. È questo in estrema sintesi l’obiettivo di Nutanix, multinazionale specializzata per l’appunto nelle soluzioni di cloud computing per large enterprise e, a partire da un programma sviluppato intorno alle esigenze del mercato italiano, per le Pmi.

La transizione verso un sistema operativo per il data center si traduce in un’evoluzione che passa naturalmente dalla virtualizzazione e dall’iperconvergenza di tool di storage, computing, security. Ma il vero ingrediente segreto dell’offerta di Nutanix è l’invisibilità, la capacità cioè della piattaforma di governare la complessità a cavallo di cloud pubblico e privato senza che gli utenti si rendano conto del lavoro di integrazione sottostante. Anche quando vengono rilasciati aggiornamenti. “In realtà l’unica differenza riscontrabile”, spiega Howard Ting, Chief Marketing Officer di Nutanix (nella foto), “è nell’aumento delle prestazioni delle macchine. Esattamente come succede quando Tesla rende disponibile una nuova release per le proprie vetture elettriche: a parità di meccanica e hardware, le auto riescono a migliorare le proprie performance grazie all’ottimizzazione del software, che libera risorse”. Secondo le stime di IDC, che ha analizzato il modo in cui una trentina di clienti di Nutanix utilizza le soluzioni, si parla di risparmi sulle infrastrutture e sui processi di virtualizzazione tradizionali rispettivamente nell’ordine del 60% e dell’80%, con il -98% di downtime e un’accelerazione parti all’85% nel deployment di funzioni di storage.

L’approccio di Nutanix sembra trovare buoni riscontri nel mercato, visto che l’azienda fondata nel 2009 è passata rapidamente da cento a duemila dipendenti, con operazioni in 90 Paesi e la recentissima collocazione sul mercato, al Nasdaq. “Più del 50% del nostro business arriva dalla gestione di applicazioni core di grandi imprese”, continua Ting. “Dai sistemi di tracciamento delle rotte delle compagnie aeree al management delle richieste di assistenza agli ospedali, fino all’inventario a cui attingono i dealer di Toyota in Nord America e alle piattaforme di processazione delle transazioni di retailer di spicco”. In Italia i clienti sono circa un centinaio, specialmente negli ambiti dell’healthcare, del governement, del manufacturing e delle telco, ma non mancano le banche e anzi tra i primi contratti siglati nella Penisola c’è quello con Credito Valtellinese.

Prodotti per specifici verticali al momento non sono disponibili, ma come detto Nutanix ha elaborato un’offerta specifica, Xpress, per le piccole e medie imprese (sotto i 500 collaboratori) che ha fatto scuola ed è stata perciò estesa nei mercati dove le SME (Small and Medium Enterprises) cominciano a manifestare l’esigenza di trasferire workload mission critical dall’on premise al Cloud. Xpress prevede in pratica l’accesso a una soluzione all-in-one che integra in modo nativo server, storage e sistemi di virtualizzazione in una piattaforma compatta che può alimentare da cinque a 500 virtual machine, che possono essere operative, con le varie applicazioni installate, nel giro di un’ora. L’architettura è in grado di essere integrata con il bakcup di Microsoft Azure e di AWS (Amazon Web Services) e gode del supporto tecnico di Nutanix e della sua community di sviluppatori per tre anni. “Il modello di vendita è basato sul canale”, dice Alberto Filisetti, Country Manager Italy di Nutanix, “e per la distribuzione facciamo leva da una parte su partner certificati, come Exclusive networks, con il brand BigTec, e Comparex, con il brand Systematika. Dall’altra ci affidiamo a vendor come Lenovo e Dell che propongono il proprio hardware con le nostre soluzioni direttamente a bordo”.

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