Emc vende Syncplicity, fallito il matrimonio in nome del cloud - CorCom

PASSI FALSI

Emc vende Syncplicity, fallito il matrimonio in nome del cloud

La business unit strategica per la nuvola ceduta a un fondo di equity. La liaison non era mai decollata. Rimane il resto dell’offerta cloud di Emc

08 Lug 2015

Antonio Dini

Nel 2012 l’acquisizione di Syncplicity da parte di Emc sembrava indicare chiaramente la strategia per la nuvola del futuro da parte colosso dello storage americano: “accedere ai propri documento ovunque e con qualunque dispositivo”. Poteva essere un cambiamento di modello di business di grande portata perché l’azienda acquistata aveva tutte le carte in regola per essere il nocciolo di una rivoluzione interna che però si è rivelata un obiettivo mancato. Bisogna saperle fare le rivoluzioni e anche così non sempre vengono. In questo caso, non è venuta.

Tanto che Emc ha annunciato di vendere Syncplicity a un fondo d’investimento, Skyview Capital, per una cifra non rivelata, mantenendo una quota azionaria (anche questa non rivelata).

All’epoca dell’acquisto da parte di Emc la piccola azienda per la condivisione di documenti era un piccolo gioiello, con tecnologie quasi inedite compresa una per consentire di far scadere i documenti condivisi che pareva essere un componente di sicurezza più che adatto a un produttore di tecnologie per il settore enterprise come Emc.

Gli avversari da sconfiggere erano Box e, in parte anche Dropbox. E i vari servizi di Google, Amazon, Microsoft e della stessa Apple. Oggi, però appare evidente che le due aziende erano portatrici di differente culturali oltre che tecnologiche irriconciliabili: Syncplicity avrebbe dovuto crescere grazie alla “potenza” commerciale oltre che di immagine del colosso Emc, ma in realtà gli agenti e il canale che tratta i prodotti di Emc non sono riusciti a metabolizzare l’offerta (o non hanno voluto o non hanno capito come fare) e i dati di questa crescita non ci sono stati. Soprattutto, vendere software cloud che fornisce soluzioni “lente” dal punto di vista aziendale, non è un buon incentivo per venditori che invece piazzano hardware da milioni di dollari con cicli di vita piuttosto rapidi.

Emc così ha deciso di abbandonare Syncplicty sostanzialmente per la propria incapacità di sapere che cosa farne. Questo vuol dire che la potenziale rivoluzione interna sul modello di cloud che l’azienda propone non ci sarà più. O perlomeno, non in questi termini. Il cloud dentro l’offerta di Emc ovviamente c’è ancora: Content Locker di AirWatch, Project Enzo fatto da Vmware e poi il Elastic Cloud Storage di Emc stessa.

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