L'INTERVISTA

Fastweb, Renna: “La rete non è solo cavi e fibra, l’intelligenza parte dal cloud”

Il Chief Product Officer dell’azienda fa il punto sui progetti in tema di data center, edge e cybersecurity. “Competenze e sensibilità vanno innalzate a tutti i livelli”

21 Gen 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

Cloud e cybersecurity stanno diventando sempre più asset strategici per Fastweb. L’Ad Alberto Calcagno ha annunciato investimenti e progetti al rialzo per i prossimi anni. Walter Renna, Chief Product Officer dell’azienda, fa il punto con CorCom sulle iniziative avviate e al via che fanno leva anche sulle partnership e le acquisizioni.

Renna, di qui al 2025 si prevede che si salirà a 40 nodi edge. Quanti sono ad oggi, a cosa servono e cosa prevede la roadmap per il 2022?

La nostra nuova visione strategica “Tu sei futuro” si basa su tre pilastri: futuro più connesso, futuro più inclusivo e futuro più ecosostenibile. La rete, dunque, è al centro della nostra visione strategica, e non è solo cavi e fibre ottiche: per diventare un fattore di digitalizzazione del paese, deve essere intelligente e sicura. L’intelligenza della rete parte dal cloud, che è uno snodo fondamentale e in continua evoluzione. Prima sono arrivati i data center, infrastrutture centralizzate che dovevano garantire resilienza e sicurezza dei dati. Ora l’intelligenza della rete deve moltiplicarsi e spostarsi sempre più vicino al cliente. Ecco perché abbiamo deciso di investire nei nodi edge, con i primi 4 che verranno attivati nel corso di quest’anno per arrivare a 40 nodi distribuiti in modo capillare sul territorio nazionale entro il 2025. Dei “mini” data center, che si affiancano a quelli centrali, in grado di ridurre la latenza e portare la potenza di calcolo e le applicazioni del cloud sempre più vicine al cliente, per erogare servizi innovativi che necessitano di elaborare enormi quantità di dati in tempo reale. La combinazione di nodi edge e 5G sarà fondamentale per garantire lo sviluppo di servizi di smart mobility, ad esempio, ma anche soluzioni basate su sensoristica per intercettare in modo tempestivo situazioni di pericolo o anticipare disastri naturali.

Fra gli annunci anche il raddoppio del Service operation center (Soc) con una nuova struttura a Bari dopo quella di Milano. Perché proprio Bari? Quali sono gli obiettivi in termini di operatività?

Il centro di Bari è operativo già dall’inizio del mese e, grazie all’integrazione con quello di Milano e l’interazione tra due gruppi di professionisti della cybersecurity operativi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, saremo in grado di offrire una migliore protezione ai nostri clienti. La sicurezza informatica è ormai una priorità assoluta di tutte le aziende, grandi e piccole e le difese tradizionali come i firewall non sono più un presidio sufficiente, è fondamentale una difesa “intelligente, dinamica e distribuita”. Bari per noi è una delle città storiche scelte da Fastweb per realizzare infrastrutture di ultima generazione e il nuovo Soc nel capoluogo pugliese assicura una migliore distribuzione geografica del servizio e un presidio su tutto il territorio italiano, facendo leva sul reskilling di alcuni colleghi della sede locale e sul relativo bacino universitario. Tutto questo ci permetterà di sviluppare internamente competenze di cybersecurity all’avanguardia e sempre più strategiche a livello paese, mantenendole legate al territorio.

Lo scorso novembre avete presentato i dati aggiornati frutto dell’analisi elaborata dal Security Operations Center (Soc) da cui è emersa una crescita del 180% anno su anno degli eventi malevoli. Lo smart working è stato indicato come un anello debole della catena: come fare a mettere in sicurezza le imprese e le pubbliche amministrazioni?

Personalmente ritengo che lo smart working sia solo uno dei fattori di rischio: più virtualizziamo i processi, più aumenta la superficie di potenziale attacco. Per la protezione degli asset digitali delle aziende e delle PA, serve una vista strategica e un approccio organico che guardi alle applicazioni IT dentro e fuori alle aziende. Noi, ad esempio, oltre ai servizi tradizionali di sicurezza perimetrale e infrastrutturale, che si sono evoluti nel tempo per far fronte alle crescenti minacce, adottiamo soluzioni di cybersecurity avanzate e servizi di intelligence che permettono di individuare e prevenire tempestivamente gli attacchi informatici per offrire la massima protezione ad imprese e Pa. Poi c’è un tema di competenze e sensibilità che vanno innalzate a tutti i livelli delle aziende. Perché la sicurezza informatica non è solamente difesa dei software aziendali, ma è, innanzitutto, prevenzione: utilizzando i giusti strumenti ed educando i dipendenti sui pericoli della rete a cui sono sottoposti ogni giorno.

Nel 2021 avete acquisito 7Layers e avete siglato una partnership con Bics: prevedete ulteriori operazioni quest’anno a rafforzamento dell’offerta e delle attività di cybersecurity?

Al momento siamo soddisfatti della nostra offerta, ma certamente sulla spinta della continua evoluzione tecnologica in ambiti quali l’Intelligenza artificiale, IoT, Cloud e 5G Mobile, continueremo a confrontarci con il mercato. Il nostro obiettivo rimane il rafforzamento della nostra strategia sulla sicurezza informatica e per la realizzazione di nuove soluzioni con elevati livelli di complessità e innovazione

Ruolo forte anche sul fronte data center nell’ambito della strategia cloud: a Roma il nuovo “hub”, quali sono gli obiettivi strategici e operativi?

Da tempo perseguiamo una chiara strategia per diventare un Ott infrastrutturato e, con l’evoluzione del mercato verso servizi sempre più cloud-based, crediamo sia fondamentale continuare a investire su un asset fondamentale come i datacenter, che rispondono a standard di qualità elevatissimi in termini di affidabilità e risparmio energetico e che sono alla base di qualsiasi offerta Cloud. Il nuovo hub di Roma ci permetterà di distribuire la nostra piattaforma cloud a livello geografico, con benefici per i clienti in termini di opportunità di migrazione verso soluzioni native cloud, che giocheranno un ruolo chiave nell’offerta di soluzioni innovative da parte di imprese e pubbliche amministrazioni del centro-sud. Puntare su una maggior capillarità delle infrastrutture di data center e nodi edge di Fastweb aumenterà le opportunità di offrire soluzioni Cloud sempre più innovative e personalizzate rispetto ai servizi dei nostri clienti, ma anche una sempre più robusta business continuity.

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