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LO STUDIO

Frost&Sullivan: “Sanità, l’adozione del cloud triplicherà entro il 2020”

Il mercato a servizio dell’e-health sulla nuvola è in crescita negli Stati Uniti e in Europa. L’analista Shruti Parakkal: “Fondamentale la gestione sincronizzata e in tempo reale dei dati”

09 Dic 2014

Massimo Canorro

Oggi le soluzioni cloud sono in grado di migliorare profondamente il settore sanitario: basta pensare all’opportunità per le aziende di condividere una serie di informazioni (dagli esiti delle analisi alle cartelle cliniche) tra diversi sedi, con riduzione degli spostamenti del personale e miglioramento dei servizi offerti. Cloud sinonimo di semplificazione dunque, affinché digitalizzare i processi di cura e la documentazione sanitaria diventi quotidianità. Un’ulteriore conferma arriva dal nuovo studio di Frost & Sullivan dal titolo “Opportunities in healthcare cloud market in the Us and Europe”, secondo cui il mercato del cloud per la sanità negli Stati Uniti e in Europa è in fase di crescita, e si prevede che i tassi medi di diffusione assisteranno ad un aumento dal 10 al 30% entro la fine del decennio. Gli investimenti nei servizi It per la sanità, congiuntamente alle linee guida e alle normative in continua evoluzione, rendono i sistemi cloud sicuri e, come già anticipato, attenti ai costi, rappresentando una soluzione ideale per l’efficace documentazione, storage, gestione e condivisione delle informazioni inerenti i pazienti.

Numeri alla mano, lo studio condotto da Frost & Sullivan – che riguarda le infrastrutture as-a-service, piattaforme as-a-service, software as-a-service e rientra nel programma “Connected health growth partnership service” – rileva che nel 2013 il mercato statunitense ha prodotto 903,1 milioni di dollari e si stima che nel 2020 toccherà quota 3.541,2 milioni di dollari. Sempre nel 2013, il mercato europeo ha prodotto entrate per 390,5 milioni di dollari e si prevede che questa cifra raggiungerà quota 1.275,7 milioni di dollari nel 2020. Secondo Shruthi Parakkal, analista di Frost & Sullivan, “le iniziative dei governi per ottimizzare lo scambio di informazioni sanitarie hanno evidenziato l’importanza di una gestione sincronizzata e in tempo reale dei dati e di un’erogazione personalizzata dei servizi sanitari, dando slancio al mercato del cloud per la sanità negli Stati Uniti e nel vecchio continente”. Parakkal ritiene che “l’efficienza operativa, i costi iniziali inferiori, l’accesso ad una capacità on-demand, l’implementazione rapida e la gestione più semplice del personale It rappresentano i principali vantaggi che rafforzano la validità dei servizi sanitari gestiti”.

Al contempo, però, le sfide riguardanti sicurezza, privacy e performance stanno rallentando il passaggio al cloud in ambito sanitario. Di contro, disponibilità, scalabilità e affidabilità sono, a detta di Parakkal, i criteri di performance ai quali fare riferimento per valutare una soluzione cloud. L’obiettivo? “Unire le forze con gli esperti del settore per elaborare contratti tra produttori e fornitori che affrontino chiaramente le condizioni relative all’accesso, al recupero e ai diritti di terminazione dei dati accelerando il passaggio a queste soluzioni”, conclude l’analista.

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