Gartner: il cloud pubblico non è la priorità per i cio - CorCom

SCENARIO

Gartner: il cloud pubblico non è la priorità per i cio

Secondo il sondaggio la nuvola di tutti non viene mai presa in considerazione come top priority dai manager delle grandi aziende. La difesa dell’infrastruttura esistente è il maggior ostacolo al cambiamento

12 Mar 2015

Antonio Dini

Vittime della loro stessa eredità. Schiacciati dagli investimenti passati. Costretti a difendere l’esistente senza la possibilità di innovare pienamente. Questo si legge tra le righe della ricerca di GartnerFlipping to Digital Leadership: The 2015 CIO Agenda” che identificano nella nuvola una grande risorsa ma non primaria.

Secondo la ricerca infatti, che mira a stabilire cosa sia adatto per la gestione e l’espansione della infrastruttura e delle operazioni IT in azienda (I&O) il cloud pubblico è ovviamente invocato e spesso adottato. Ma non come primo pensiero.

Nella survey, che ha toccato 2800 CIO di aziende di grandi dimensioni che valgono 397 miliardi di dollari di spesa in IT e 202 miliardi per I&O, il dato che emerge è che il cloud pubblico è sempre presente ma mai come punto di partenza. Perché c’è un esistente da gestire, eredità di investimenti passati, figlio di grandi contratti di fornitura e di rapporti consolidati da decenni con aziende e tecnologie utilizzate già da prima che gli attuali CIO fossero in carica. Si può leggere tra le righe che una attitudine del genere ha come effetto non secondario quello di impedire un approccio libero all’innovazione: magari il cloud pubblico non è la risposta, ma non poterla cercare senza essere vincolati dalle costrizioni dell’esistente è comunque un fattore significativo nel determinare in maniera esogena le strategie aziendali.

“Anche se la migliore soluzione per l’azienda – dice Mike Chuba, vicepresidente per la ricerca a Gartner – può essere quella di un modello IT on-premises e non-cloud, i team I&O devono poter includere tutte le opzioni per poter fare il miglior uso possibile delle loro risorse e assicurarsi che i bisogni del servizio vengano raggiunti”.

Un fatto di cambiamento significativo da questa ricerca viene anche dal fatto che i device mobili adesso sono lo strumento primario o secondario di interfacciamento previsti da un numero significativo di investimenti IT. E questo trasforma non solo il modo in cui vengono erogati i dati, ma anche le tecnologie impiegabili: la richiesta emergente in questo senso è quella di servizi consapevoli del contesto, in grado di adattarsi al differente tipo di utilizzo.

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