Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

E-GOVERNMENT

Ibm con Softlayer per creare datacenter cloud per il governo federale americano

Assieme ai centri di calcolo al via anche una nuova rete di comunicazione dedicata realizzata direttamente da Big Blue. Entro fine 2014 la casa di Armonk inoltre porterà da 25 a 40 il numero dei suoi datacenter

13 Giu 2014

Antonio Dini

La nuvola american è “Made in Ibm”. L’azienda di Armonk ha infatti costruito un network di centri di calcolo basato sulla piattaforma SoftLayer per il governo federale americano. E assieme a questi datacetner, Ibm sta costruendo anche alcune reti dati ad altissima velocità per aiutare le attività dei clienti con i suoi servizi di cloud.

I primi due centri dati (uno a Dallas già operativo a giugnoe l’altro ad Ashburn in Virginia dal prossimo autunno) avranno tutte le certificazioni necessarie per lavorare con il governo federale americano, vale a dire il Federal Risk and Authorization Management Program (FedRAMP) e il Federal Information Security Management Act (FISMA). Saranno due centri da 30mila server l’uno con una connessione di rete da duemila gigabites al secondo che li collegherà tra di loro e agli uffici federali.

Si tratta di uno dei passi strategici che fanno parte dell’investimento da 1,2 miliardi di dollari nel cloud annunciato all’inizio dell’anno da Ibm. Alla fine del 2014 Ibm conta di avere 40 datacenter operativi in cinque continenti, con una capacità di cloud raddoppiata grazie anche alle nuove versioni di SoftLayer, la piattaforma tecnolgica per il cloud acquistata a giugno del 2013. Ai 25 attualmente esistenti si aggiungeranno così altri 15 in città come Hong Kong, Londra, Città del Messico, e paesi come Cina continentale, Giappone, India e Canada.

L’obiettivo di Ibm in questo momento è quello di riuscire a rubare lo spazio occupato in questo momento da Amazon con i suoi AWS, Amazon Web Services per il cloud pubblico in ambiente governativo. Amazon gestisce un contratto per l’agenzia federale di spionaggio, la Cia, e ha dimostrato di essere in grado di costruire soluzioni di cloud ibrido credibili per ambienti commerciali molto diversi, similmente a quanto sta facendo anche Microsoft con la sua soluzione Azure.

Articolo 1 di 2