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Ibm svela il piano d’azione per i computer quantici

08 Mar 2017

Ibm annuncia un’iniziativa prima nel suo genere: la realizzazione di sistemi informatici quantistici universali che renderà disponibili sul mercato. I sistemi e i servizi quantistici “Ibm Q” saranno offerti attraverso la piattaforma Ibm Cloud. Mentre le tecnologie che operano attualmente sui computer tradizionali, quali ad esempio Watson, possono aiutare a estrarre informazioni e modelli nascosti in grandi quantità di dati esistenti, i computer quantistici offriranno soluzioni a problemi importanti per i quali non è possibile individuare dei modelli, perché i dati non esistono e le possibilità da esplorare per arrivare alla risposta sono di gran lunga superiori a quelle elaborabili dai classici computer.

Ibm rilascerà anche una nuova Api (Application Program Interface) per Ibm Quantum Experience che permette agli sviluppatori e ai programmatori di iniziare a sviluppare interfacce tra l’attuale computer quantistico in modalità cloud con processore a 5 quantum bit (qubit) e i computer classici, senza necessità di disporre di un background approfondito in fisica quantistica.

Previsto anche il lancio di un simulatore aggiornato su Ibm Quantum Experience, in grado di modellare i circuiti fino a 20 qubit. Nella prima metà del 2017, Ibm prevede di distribuire un SDK (Software Development Kit) completo su Ibm Quantum Experience per permettere agli utenti di creare semplici applicazioni e programmi software quantistici. Ibm Quantum Experience permette a chiunque di connettersi al processore quantistico Ibm attraverso il Cloud Ibm per eseguire algoritmi ed esperimenti, lavorare con singoli bit quantistici ed esplorare tutorial e simulazioni di tutto ciò che potrebbe essere possibile fare con il quantum computing.

“Ibm ha investito per decenni nello sviluppo del quantum computing e intendiamo estendere l’accesso ai sistemi quantistici e alle loro potenti funzionalità alle comunità scientifiche e di business”, ha dichiarato Arvind Krishna, senior vice president di Hybrid Cloud e director di Ibm Research. “Dopo Watson e Blockchain, crediamo che il quantum computing offrirà una nuova potente serie di servizi disponibili tramite la piattaforma Ibm Cloud e che abbia il potenziale per diventare la prossima grande tecnologia che guiderà una nuova era di innovazione in tutti i settori industriali”.

Ibm intende sviluppare sistemi Ibm Q per espandere il dominio di applicazione dei computer quantistici. Una metrica chiave sarà la potenza del computer quantistico espressa dal “volume quantistico”, che comprende il numero di qubit, la qualità delle operazioni quantistiche, la connettività qubit e il parallelismo. Come primo passo per accrescere il volume quantistico, Ibm intende realizzare sistemi Ibm Q con ~50 qubit nei prossimi anni, per dimostrare le superiori capacità rispetto ai sistemi classici odierni, e prevede di collaborare con partner chiave del settore industriale allo sviluppo di applicazioni che sfruttino l’aumento di velocità quantistica dei sistemi.

I sistemi Ibm Q saranno progettati per affrontare i problemi che attualmente sono considerati di natura troppo complessa ed esponenziale per essere gestiti dai sistemi informatici classici. Una delle prime e più promettenti applicazioni del quantum computing sarà nel campo della chimica. Per una molecola semplice come la caffeina, il numero degli stati quantistici delle molecole può essere incredibilmente ampio, così ampio che tutta la memoria e potenza computazionale disponibile che gli scienziati potrebbero costruire non sarebbe capace di gestire il problema.

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