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CLOUD INNNOVATION DAY

Il cloud “intelligente”: la nuova sfida di Oracle fra AI e machine learning

L’autonomous database la “perla” del new business. Self-patching e self-security fra le funzionalità che consentono di abbattere rischi e situazioni di criticità. A tutto vantaggio dell’efficienza operativa. Alessandro Ippolito: “La capacità di prevedere è la chiave del successo”

12 Apr 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Un vero e proprio “viaggio” nel cloud. Con tanto di fermate e stazioni, ciascuna a indicare la tappa di un percorso articolato ma allo stesso tempo lineare che può essere affrontato in diverse direzioni ma sempre con un punto di partenza e di approdo e con la possibilità di aggiungere nuove direzioni e punti di intersezione. È andata in scena con questa “mission” l’edizione 2019 del Cloud Innovation Day di Oracle a Roma, una giornata full immersion fra approfondimenti di use case, sessioni di gaming e spazi allestiti per consentire ai partecipanti di toccare con mano le soluzioni proposte dall’azienda.

Your tomorrow is today” il messaggio che ha accompagnato la convention. “La capacità di prevedere oggi quel che sarà il domani è fondamentale per affrontare con i clienti il percorso più indicato a soddisfare le esigenze tecnologiche ma soprattutto di business”, ha sottolineato Alessandro Ippolito, Technology Country Leader di Oracle.

“Quando si decide di adottare il cloud – ha evidenziato il manager – ci si pone di fronte a un percorso fatto di problematiche inevitabili, in particolare a livello di integrazione delle piattaforme e scelte tecnologiche e applicative, ma al contempo di grandi opportunità in termini di ritorno sul fronte dell’efficienza operativa, di efficienza e di qualità”. Un progetto cloud che si rispetti – è questa la vision di Oracle – fa leva sulle funzionalità standard declinate di volta in volta in modo personalizzato. “Nessun cliente è uguale all’altro, nessuna esigenza è replicabili. Dunque la sfida è di ordine tecnologico e strategico e sempre più il partner di riferimento è visto come un supporter in grado di fornire indicazioni e sviluppare strategie ad hoc”, ha detto ancora Ippolito.

Le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dal machine learning aprono inoltre nuovi scenari. “Autonomous” è la parola del presente e del futuro in casa Oracle: “Il database è la nostra ‘perla’ nella proposizione e nella semplicità: le soluzioni che abbiamo sviluppato permettono automatismi sul fronte del patching e della security, azzerando di fatto l’intervento umano ed evitando quindi errori comuni nel riparare eventuali falle, riducendo praticamente a zero il tempo di ripristino, con tutti i vantaggi del caso a livello di sicurezza e anche di operatività”, ha sottolineato Ippolito.

L’innovazione tecnologica si misura dunque in termini di risultati concreti, agendo in primis sui processi e semplificando le operations: “Si tratta – ha concluso il manager – di un’evoluzione fondamentale e le aziende si trovano oggi di fronte opportunità uniche. Bisogna solo coglierle”.

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