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L’aviazione americana entra nella nuvola di Amazon e Microsoft

Le due aziende vincono la gara da 108 milioni di dollari l’anno per il cloud della Federal Aviation Administration. Fuori il partner storico Ibm

04 Set 2015

Antonio Dini

La Federal Aviation Administration (FAA), l’ente americano che sovrintende al volo civile nel più densamente popolato spazio aereo del mondo, si appoggerà ai Web Services di Amazon e ad Azure di Microsoft per i suoi nuovi servizi cloud. Collabora alla realizzazione il system integrator CSC. È un accordo storico, da 108 milioni di dollari all’anno (con un potenziale di crescita nel lungo termine da più di un miliardo in dieci anni) che segna un importante tappa nella crescita del cloud.

La decisione da parte di un organo critico per uno dei settori nevralgici nella vita di un paese di passare al cloud pubblico di Amazon e Microsoft sarà infatti un riferimento importante per i CTO e i CIO delle grandi e medie aziende che si chiedono quale tipo di soluzione possano implementare e fino a che punto fidarsi delle soluzioni di cloud pubblico. Da notare però che la soluzione finale sarà un cloud di tipo ibrido, con il datacenter della FAA ben attivo per una serie di funzionalità e applicativi.

L’aspetto non esplicito ma altrettanto interessante della notizia però è che da questo accordo è rimasta fuori Ibm, che ha una lunghissima storia con la pubblica amministrazione americana e con la FAA in particolare. L’azienda ovviamente non commenta se non ricordando che il suo business cloud nel secondo trimestre del 2015 è cresciuto del 70% arrivando a 8,7 miliardi di dollari se proiettato su base annua, con “una crescita robusta della parte della PA”, secondo quando dichiara un portavoce statunitense dell’azienda. Tuttavia, lo smacco di non essere entrati in questo grande “deal” è comunque notevole.

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Segue la vittoria in un altro bid da parte di Amazon per il cloud della CIA, la Central Intelligence Agency americana che si era servita sino a quel momento di Ibm e altri fornitori per servizi “in-house”. Certamente non è da immaginare il cloud pubblico di Amazon come uno strumento usato per lo spionaggio, ma piuttosto come elemento di amministrazione e gestione dell’operatività della singola amministrazione. E fa capire che in definitiva i più grandi soggetti pubblici statunitensi non solo stanno sdoganando le risorse del cloud, ma si stanno anche rivolgendo uno dopo l’altro ad attori come Amazon che hanno una storia (e un approccio) molto differente da quello di Ibm, partner storico di governi e amministrazioni occidentali e non solo americane.

È una questione di fiducia oltre che di costi, e in questo caso devono essere ben presenti entrambi. Così come vale lo stesso ragionamento anche per Microsoft, che comunque da più tempo è presente in forze nella pubblica amministrazione americana, se non altro per i suoi client desktop e portatili utilizzati ovviamente da più di trent’anni.