INTERNET OF THINGS

La domotica cambia pelle in chiave di connettività diffusa

Il futurologo Bruce Sterling: “La possibilità di collegare qualsiasi oggetto e fare in modo che tutti i dispositivi possano parlarsi tra loro è una rivoluzione”

09 Lug 2015

Claudia La Via

La domotica? Un’idea “vecchia” e oggi economicamente poco sostenbile. Per installare della tecnologia che permetta alle case di diventare “intelligenti” servono investimenti, lavori, manutenzione. Il futuro invece, già da un po’ di tempo, guarda a un’altra declinazione della casa di domani, molto più intelligente e soprattutto semplice: la chiave è la Rete e la connettività diffusa che oggi si chiama Internet of things.

“La possibilità di collegare qualsiasi oggetto e fare in modo che tutti i dispositivi possano parlarsi fra di loro è una rivoluzione”, ha detto il futurologo, scrittore e giornalista Bruce Sterling in occasione della tavola rotonda sull’Internet of things e Big Data organizzata all’interno dell’Innovation Day di Edison a Milano. L’evento è legato al progetto “Edison Open 4Expo”, un palinsesto su grandi temi (innovazione, sostenibilità, crescita economica e sociale) che ha l’idea di costruire un “manifesto dell’informazione” da lasciare come eredità alla fine dell’Esposizione universale.

L’Internet delle cose è uno dei temi chiave in agenda e, oggi, anche uno dei più caldi per l’intero mercato, su cui ormai le aziende sono a lavoro da tempo e dove ora si iniziano a raccogliere i primi, importanti, frutti. Proprio Sterling ha inaugurato questo mese a Torino – insieme a Massimo Banzi, cofondatore di Arduinocasa Jasmina, la prima casa reale, interconnessa e, soprattutto, vivibile. Insomma, una casa “normale” ma all’insegna dell’open source.

E ora, lo scrittore americano, è pronto a tirare le prime somme. “La casa smart deve essere abitabile ma tutto deve essere in grado di interagire con tutto: gli oggetti di design, gli elettrodomestici e persino i mobili qui sono connessi e open source”, ha detto.

WHITEPAPER
Trasformazione digitale: le tecnologie più rilevanti per supportare la crescita delle aziende
Digital Transformation

Certo, resta da capire cosa si può fare davvero con un’abitazione intelligente. E, soprattutto, “bisogna comprendere quali siano gli standard da utilizzare e i gap da colmare”, ha precisato Fabio Bellifemine, direttore del progetto Energy@Home per Telecom Italia, l’associazione che raggruppa diverse grandi aziende attive nell’innovazione per la casa e che ha come obiettivo creare le condizioni per un mercato di servizi di smart home. E, soprattutto, “lavorare alla creazione di standard internazionali e fare formazione continua sull’uso di questi standard”, ha precisato Bellifemine.

Ora però l’attenzione non è più solo sull’infrastruttura e sulle soluzioni per la connettività diffusa. Perché una casa sia non solo intelligente ma anche vivibile, deve essere soprattutto utile. L’obiettivo è “provare a rendere smart anche i consumi e per farlo la Rete è imprescindibile”, ha ribadito Lorenzo Sessa, direttore marketing di Edison Energia che in questo senso ha già iniziato a muoversi.

Uno strumento già in mano ai consumatori è l’Energy control: si tratta di un dispositivo per la gestione e il monitoraggio dei propri consumi di energia elettrica che permette di visualizzare la quantità di energia consumata in un determinato momento e i costi associati in tempo reale. Un modo per avere le idee più chiare ma anche per trovare – anche confrontandosi con una community – soluzioni alternative per abbattere i consumi e le cifre in bolletta.

Un’analisi costante che andrebbe fatta anche a livelli più alti perché anche le città intelligenti sono degli ecosistemi iperconnessi che devono e possono utilizzare la Rete per gestire l’energia in modo “smart”. In questo senso le aziende e le istituzioni sono già a lavoro: oltre al nuovo centro di Ricerca e sviluppo appena inaugurato Trofarello (in provincia di Torino) dalla stessa Edison, anche l’Eifer – l’Istituto europeo per le ricerche energetiche – sta da tempo lavorando per capire e analizzare (anche grazie a simulazioni) le situazioni energetiche delle diverse città.