Nokia Networks porta le telco su cloud con Airframe - CorCom

INFRASTRUTTURE

Nokia Networks porta le telco su cloud con Airframe

La società di servizi per le infrastrutture di rete guarda alle evoluzioni future del 5G e dell’Internet of Things e offre agli operatori soluzioni “modulari” per soddisfare le future esigenze di traffico mobile

04 Giu 2015

Claudia La Via

Le reti di telecomunicazioni hanno bisogno di nuovi modelli di business. Lo sa anche chi, come Nokia Networks, si occupa di costruire e migliorare i servizi per le infrastrutture di rete. L’uso crescente di smartphone e dispositivi intelligenti costantemente connessi e la domanda esponenziale di dati in mobilità richiedono cambiamenti radicali, e impongono agli operatori anche continui investimenti per aumentare velocità, prestazioni e capacità delle proprie reti. Necessità spinte ancora più in là dalla connettività diffusa che è il cardine dell’Internet of things. Uno scenario ormai presente: secondo Nokia Networks il traffico dati mobile potrebbe crescere del 40% anno su anno fino al 2025, con più di 50 milioni di oggetti connessi, fra dispositivi, moduli e sensori.

In questo scenario in continua evoluzione Nokia ha deciso di tendere una mano agli operatori di telefonia lanciando AirFrame, una soluzione data center che consentirà di utilizzare le reti in maniera più efficiente all’aumentare del traffico mobile. L’Internet of things, però, porta con sé anche una serie di criticità sulla sicurezza dei sistemi, delle reti e anche dei dispositivi dei singoli utenti. In questa direzione Nokia Networks aveva presentato, già allo scorso Mobile world congress di Barcellona, la sua soluzione Mobile Guard, capace di offrire controlli di sicurezza per applicazioni IoT complesse come quelle legate alle smart city, all’eHealth e al campo delle Smart grid.

Ora però l’attenzione è rivolta a tutti gli aspetti della connettività M2m (machine to machine) e anche alla sicurezza degli utenti finali. “Le minacce di sicurezza stanno diventando molto varie e sofisticate”, ha spiegato Giuseppe Targia, vice Presidente Security business di Nokia Networks sottolineando come, secondo una recente indagine Hp, il 70% dei dispositivi IoT è vulnerabile ad attacchi informatici. Per questo Nokia ha da poco aperto anche un laboratorio di ricerca a Berlino: “La consapevolezza è uno degli elementi chiave per la gestione dei rischi informatici”, precisa Targia.

Con la rete del futuro – il 5G – su cui i gli operatori sono già a lavoro, la complessità dei sistemi è destinata ad aumentare “anche perché la comunicazione fra dispositivi e fra dispositivi e infrastrutture richiederà una capacità di rete massima e una latenza minima”, precisa Francesca Sartori, a capo del Customer marketing di Nokia Networks per il Sud Europa.
Gli utilizzi e i requisiti del 5G saranno però molto più diversificati rispetto a qualsiasi generazione precedente di rete, e la nuova tecnologia dovrà essere scalabile e flessibile in modo da potersi adattare a diversi servizi ed esigenze e coprire solo i reali bisogni e le aree strategiche e non tutto il territorio come avviene oggi con il 4G. Almeno, spiegano da Nokia, nella fase iniziale.

Intanto però, per ottenere le performance sperate con le reti del prossimo futuro a partire dal 2020, “bisognerà iniziare a lavorare sulle frequenze”, spiega Sartori. Finora, infatti, l’incremento di capacità di trasposto si otteneva con l’incremento di banda utilizzata, tutte nello spettro sotto i 6 GHz. Per ottenere le prestazioni del 5G invece, precisa Sartori, “sarà necessario utilizzare anche frequenze superiori che vanno nello spettro dal 6 GHz al 100 GHz”.

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