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LA RICERCA

Piemonte: cresce il cloud, ma le Pmi sono ancora “pigre”

Il settore ha raggiunto nel 2015 in Italia un valore di 1,51 miliardi di euro, registrando un +25% rispetto all’anno precedente. Il focus di Polimi-Csi Piemonte: “Nella regione adozione leggermente inferiore alla media nazionale, ma più consapevole”

10 Giu 2016

A.S.

Il mercato Cloud in Italia ha raggiunto un valore nel 2015 pari a 1,51 miliardi di euro, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Il contributo maggiore a questa crescita è dovuto agli investimenti dedicati alla “Cloud Enabling Infrastructure”, ovvero quelli impiegati per aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda, che valgono in Italia 1,05 miliardi di euro e crescono del 21%, e quelli dedicati al Public Cloud, stimabili in 460 milioni di euro, in crescita del 35% anno su anno.

I dati provengono dall’iniziativa di ricerca dedicata al mondo delle Pmi realizzato dall’osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, giunto al sesto anno di attività, in collaborazione con Csi Piemonte, la Regione e l’area del nord ovest più in generale, sebbene fortemente caratterizzate da alta presenza di Pmi, mostrano dei tassi di adozione leggermente inferiori alla media nazionale. Tuttavia, analizzando l’entità della spesa delle Pmi del Piemonte – si legge in una nota dell’osservatorio, emerge come le organizzazioni che hanno già adottato soluzioni cloud lo facciano in modo più maturo, con una spesa dedicata superiore alla media nazionale.

“L’occasione di oggi – sottolinea Riccardo Rossotto, Presidente del CSI Piemonte – è un importante momento di confronto per misurare lo stato di avanzamento lavori sul progetto cloud che il Csi sta portando avanti da anni. Il Cloud può abilitare una vera e propria rivoluzione organizzativa, capace di cambiare il modo di diffondere le informazioni, prendere le decisioni e collaborare all’interno e all’esterno dell’organizzazione, ridando slancio e produttività alle imprese del nostro Paese”.

“L’approccio al cloud da parte della Città di Torino è stato inserito in una strategia complessiva che abbiamo adottato dopo intensi confronti a partire dal 2013-2014 – spiega Gianfranco Montanari, direttore generale della Città di Torino una strategia che comprende più assi, quali la virtualizzazione, il riuso e l’utilizzo di sistemi open source. Questa importante scelta informatica che stiamo portando avanti con il Csi Piemonte è sicuramente stata determinata da valutazioni economiche-finanziarie, perché oggi l’attenzione alla spesa per le Pubbliche Amministrazioni è centrale, ma è anche legata all’ammodernamento e alla riorganizzazione complessiva dei servizi della Città. Tutto questo richiede fattori abilitanti e tutti necessari: la capacità di change management da parte dell’organizzazione, conoscenze specifiche e in questo il Csi e il territorio hanno investito molto e infine un sistema di connessione di banda adeguato di cui il nostro Paese ha bisogno per vincere questa sfida”.

“È necessario fare dei ragionamenti di rete – aggiunge Michele Pianetta, vicepresidente di Anci Piemonte – come ad esempio quello di oggi sul tema del cloud, che permettano di raggiungere obiettivi normativi che tutti i Comuni dal più piccolo al più grande devono raggiungere, con un’attenzione anche al mondo dell’imprenditoria locale per vincere la partita dell’innovazione”.

“L’adozione del Cloud nelle Pmi procede a macchia di leopardo – conclude Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service del Politecnico di Milano – a testimonianza di come le potenzialità sono ancora da scoprire. I dati relativi al Piemonte mostrano un’adozione matura in termini di ‘cosa fare’ con il Cloud, tuttavia i dati di diffusione non possono ancora soddisfare appieno”.

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