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IL ROADSHOW

Purassanta: “Le Pmi facciano leva sui ‘nativi digitali’ per cogliere maggiori opportunità”

Il presidente dello steering commitee Pmi di Confindustria Digitale ha presentato la terza tappa del progetto #Territoridigitali a Napoli: la Campania traina il sud per digitalizzazione delle imprese, ma sono ancora forti i ritardi nell’uso di Internet

14 Mag 2015

DE.A.

“Per le piccole e medie imprese italiane, che rappresentano l’ossatura portante della nostra economia, è sempre più essenziale conoscere e saper sfruttare le opportunità offerte del digitale ad esempio per aprirsi all’e-ecommerce, internazionalizzarsi e rendere più efficienti sia i processi interni sia la collaborazione con il loro ecosistema. Siamo partiti da questa consapevolezza quando abbiamo deciso di costruire “Territori Digitali”, un progetto nato per raggiungere le aziende in tutta Italia e per diffondere cultura dell’innovazione attraverso scenari concreti di utilizzo del digital. In Campania, in particolare, dov’è già presente un buon numero di imprenditori che ha voglia di sperimentare e di utilizzare il potenziale della tecnologia, intendiamo proprio far leva sui giovani “nativi digitali” per trasformare tutte le aziende, di qualunque settore industriale, con le opportunità date dal cloud computing dal digital marketing e dal lavoro in mobilità” – E’ quanto affermato oggi a Napoli da Carlo Purassanta (nella foto) consigliere di Confindustria digitale e presidente dello Steering Commitee “Piattaforme di filiera per le Pmi”, illustrando, in qualità di responsabile del progetto, il significato di#Territoridigitali, roadshow nazionale, avviato nel marzo scorso a Trieste, passato per Reggio Calabria e che ha visto Napoli come terza tappa.

Realizzata in collaborazione con la rete dei Digital Champions, l’iniziativa itinerante promossa da Confindustria Digitale, la federazione delle imprese dell’Ict, è la prima del genere in Italia, nata dalla consapevolezza che le Pmi italiane, pur avendo un ruolo fondamentale nel nostro sistema economico sia in termini produttivi che occupazionali, presentano ancora una scarsa tendenza all’innovazione.

In Campania, in cui si concentra il 25% delle imprese attive nel Mezzogiorno, il quadro dell’innovazione digitale presenta aspetti di criticità, ma anche indizi di miglioramento: 9,4% è la percentuale di start-up neo costituite sul totale nazionale tra il 2009 e il 2013 (incidenza più elevata tra tutte le regioni del Mezzogiorno che registra una media del 4,7%; 117 le start up innovative ossia il 5,4% sul totale in Italia; 52,7% le imprese manifatturiere sul totale delle imprese investitrici che hanno effettuato investimenti in innovazione nel 2013, dato superiore di 10 punti rispetto alla media del Mezzogiorno; 49,3% gli utenti internet (popolazione sopra i 6 anni), contro una media nazionale del 57,3; 59% le famiglie con collegamento a internet nel 2014 (in aumento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente) contro il 64% di media nazionale; 26,7% il grado di utilizzo di Internet nelle imprese nel 2014 a fronte di una media Italia del 39%; 60,4% l’indice di diffusione dei siti web delle imprese, media Italia 69%; 27,8% degli utenti internet (oltre 14 anni) hanno fatto uso di e-Commerce nel 2014, dato in aumento di 3 punti rispetto al 24,8% del 2013, ma indietro rispetto alla media Italiana del 44,6%.

“Questi dati offrono la fotografia dei ritardi della regione, ma anche delle opportunità di crescita– ha commentato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania a chiusura della mattinata – Oggi per un’impresa il valore aggiunto deriva sempre più dalle qualità delle competenze, dalla capacità di lavorare in rete, di essere flessibili, di entrare nei flussi produttivi e commerciali on line che compongono il mercato globalizzato. Per questo lo sviluppo dell’economia digitale per il Sud costituisce una grande possibilità di rilancio per le sue imprese attraverso nuovi modelli di business, ma anche di rilocalizzazione e qualificazione di attività produttive tipiche del territorio. La chiave strategica è aiutare le Pmi a innovare e diventare competitive attraverso un ecosistema fatto di start up, centri di ricerca, università, istituzioni locali. L’uso mirato, efficiente e trasparente dei Fondi strutturali costituisce una grande opportunità da non perdere per avviare il nuovo corso”.

“Il Comune di Napoli – ha detto l’assessore al Commercio del Comune di Napoli Enrico Panini – in apertura dell’evento che si è svolto nella capitale partenopea – è da alcuni anni impegnato sui temi dell’innovazione digitale e sulla digitalizzazione delle Pmi. Basti pensare che, sin dal 2012, in attuazione della Legge sulle startup innovative, abbiamo dato vita, all’interno del Centro Servizi Incubatore Napoli Est, al progetto Vulcanicamente: 150 le idee di startup realizzate nelle ultime edizioni, dieci le imprese già sul mercato, per un finanziamento complessivo da parte di investor privati di quasi tre milioni di euro. Attualmente, invece, in questi mesi sono in esame ben 50 idee di startup che vedono complessivamente sul campo 150 imprenditori napoletani L’incontro di Napoli”.

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