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STRATEGIE

Scommessa cloud per Google: applicazioni “verticali” per scippare clienti ad Amazon

La strategia del nuovo chief executice della divisione, Thomas Kurian, punta a conquistare i clienti, soprattutto quelli corporate, grazie allo sviluppo di servizi specifici per i vari segmenti industriali. Facilità d’uso la chiave di volta

21 Feb 2019

Patrizia Licata

giornalista

Google rafforza la sua strategia cloud per battere la concorrenza di Amazon e Microsoft, saldamente in cima alla classifica dei fornitori di servizi sulla nuvola, conquistando il mondo corporate e aprendo una nuova, significativa, fonte di entrate oltre la pubblicità. Per questo il colosso di Mountain View ha assunto un nuovo chief executive della divisione cloud, Thomas Kurian, il cui obiettivo dichiarato è conquistare clienti con ampie capacità di spesa nella pubblica amministrazione e nelle industrie retail, manifattura, sanità, media e finanza.

La sfida è complessa: Google non ha la vasta base clienti delle dirette concorrenti e, in particolare, di Amazon, come dimostrano i dati pubblicati oggi da Reuters. L’analisi dell’agenzia di stampa si fonda sui documenti resi noti da 311 grandi imprese globali in merito all’utilizzo di fornitori cloud. Appena 35 hanno indicato Google come provider, tra cui il gruppo petrolifero Total e la banca Hsbc Holdings. Per contro, Amazon Web Services ha 227 clienti; tra i maggiori figurano la piattaforma dei viaggi Expedia e il colosso industriale Siemens. Microsoft Azure conta 69 aziende clienti, inclusi Axon Enterprise (produttore di armi) e la società dei business data Dun & Bradstreet.

“Buona parte delle nostre strategie per lo sviluppo futuro si concentrano sull’assicurarci che la nostra organizzazione di vendita abbia le informazioni e le capacità per vendere ad aziende più tradizionali e di ampie dimensioni”, ha dichiarato Kurian agli investitori. “Questo tipo di imprese è molto interessata a considerare Google”.

Secondo Reuters, Kurian punta su un cambiamento culturale della divisione cloud di Mountain View. Ciò include non solo un diverso atteggiamento del personale di vendita, ma lo sviluppo o l’acquisizione di nuove applicazioni corporate facili da usare e specifiche per i vari segmenti industriali per differenziarsi da Amazon e Microsoft.

“Si tratta di potenziare le vie di accesso al loro cloud e il primo modo per farlo è tramite le applicazioni”, osserva l’analista Daniel Ives di Wedbush Securities.

Anche l’esperienza di Kurian ha un peso. Il top manager è un veterano di Oracle, dove ha lavorato per 22 anni ridando linfa all’azienda dei database rimasta indietro con l’avvento del cloud. Ora Kurian può dare anche a Google la marcia in più sui fornitori rivali: secondo Ray Wang di Constellation Research, che fornisce consulenze alle imprese sui contratti cloud, Kurian da solo basta ai grandi clienti per considerare Google come prossimo cloud provider. “E’ conosciuto nell’ambiente: dà a Google un trust factor che non c’era prima”, dice Wang.

Google ha accelerato la sua strategia cloud solo nel 2016, quando Amazon Web Services era già un colosso. Secondo gli analisti Big G può tener fede alle sue ambizioni acquisendo credibilità sul supporto clienti e facendo leva su un elemento chiave della sua proposta, gli strumenti di intelligenza artificiale.

Parte del ruolo strategico di Kurian sarà rassicurare alcuni investitori poco convinti dalla sostenibilità delle ambizioni di Google nell’industria del cloud. Google, Microsoft e Amazon hanno sborsato complessivamente quasi 53 miliardi di dollari di spese di capitale l’anno scorso in progetti legati ai data center per i servizi cloud. Con margini lordi del 20% o anche meno, vendere servizi come il cloud storage non è molto remunerativo, mentre le applicazioni, su cui punta Kurian, hanno margini molto più alti: solo così Google può giustificare gli investimenti e pensare di dar vita a un business simile a quello dell’advertising.

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