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BUSINESS INTELLIGENCE

“Silicon Alley”, a New York il boom di occupazione digitale

La Grande Mela registra più assunti in tecnologia che in qualsiasi altro settore merceologico. E intanto
Ibm inaugura nel distretto hi-tech la sede centrale con prospettiva globale per il suo sistema di cognitive computing

20 Ott 2014

Antonio Dini

La Grande Mela ha voglia di hi-tech. New York si candida a rubare il posto di Boston per capitale orientale della tecnologia americana. La città che fa da capitale finanziaria e culturale degli Stati Uniti e ne incarna lo spirito è anche diventata da poco la nuova casa per il sistema cloud di cognitive computing di Ibm, Watson.

È stata infatti appena inaugurata la sede centrale con prospettiva globale di Ibm Watson nella cosiddetta Silicon Alley. Il quartier generale del Watson Group adesso è al 51 Astor Place, nella Silicon Alley di New York. Servirà da base per oltre 600 dipendenti, che rappresentano solo una parte degli oltre duemila collaboratori Ibm dedicati a Watson a livello mondiale. Oltre a una notevole presenza di personale, Ibm apre le sue porte agli sviluppatori e agli imprenditori, ospita workshop di settore, seminari e opportunità di networking pensate per stimolare l’entusiasmo e la consapevolezza nella community delle start-up newyorkesi.

Per imprenditori e start-up, la sede del Watson Group nella Silicon Alley fornirà tecnologia, tool e competenze per creare e lanciare nuovi prodotti e imprese basate sull’intelligenza cognitiva di Watson, fornita via cloud. Ibm guiderà la sua innovazione nel cognitive computing collaborando inoltre con i cinque nuovi Watson Client Experience Center in tutto il mondo.

Un laboratorio interattivo di client experience sarà il luogo in cui i clienti di Ibm potranno sperimentare Watson e capire come questa tecnologia può aiutarli a trasformare le loro imprese. Inoltre, la sede ospiterà un laboratorio di progettazione per migliorare costantemente la user experience per le applicazioni e i servizi di cognitive computing utilizzati da clienti e partner Ibm. Workshop e seminari, su argomenti quali competenze di sviluppo e opportunità di networking, consentiranno alla community di sperimentare di prima mano come portare innovazioni sul mercato. Questi eventi rafforzeranno inoltre le partnership accademiche di Ibm per preparare gli studenti universitari a una carriera nel cognitive computing, nei Big Data e negli analitici. Ciò comprende sfide tecniche e aziendali ispirate a Watson, nuovi programmi di studio, sussidi per i docenti e stage.

Il settore della tecnologia di New York continua ad aggiungere posti di lavoro con grande rapidità, generando quattro volte più occupazione rispetto a qualsiasi altro settore nel periodo 2009-2013. Ibm, affermano i suoi manager, si impegna a rafforzare questo slancio, alleandosi con college e università locali al fine di dotare gli studenti delle competenze necessarie per farsi strada nel mercato del cognitive computing. Quest’autunno gli studenti della New York University, informa un comunicato di Ibm, sono tra i primi a livello nazionale ad avvalersi di un corso di studi sul cognitive computing, mentre gli studenti della City University of New York (CUNY) partecipano a una Watson Case Competition, della durata di un semestre, per sviluppare nuove applicazioni basate sulla tecnologia di Watson.

Man mano che i clienti di Ibm adottano Watson a livello globale, diventa critica la necessità di avere competenze focalizzate sul cognitive computing, per soddisfare le esigenze appunto dei clienti e anche dei partner locali. Ibm quindi annuncia l’apertura dei primi cinque Watson Client Experience Center, ospitati nella stessa sede dei team di Ibm Research and Design, per fornire il supporto e le competenze necessari per la piena adozione della piattaforma cognitiva di Watson. I nuovi centri iniziali saranno situati a Dublino, Londra, Melbourne, San Paolo e Singapore.

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