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MERCATO

SoftLayer, l’acquisizione più azzeccata di Ibm?

Un anno e due miliardi di dollari dopo, il motore del cloud di Big Blue si rivela più prezioso che mai nella nuvola ibrida, dove secondo Gartner il 50% delle grandi aziende realizzerà progetti entro il 2017. Erich Clementi, vicepresidente Ibm Global Technology Services: “In poco tempo SoftLayer è diventata la base del nostro portfolio cloud che comprende servizi dalla più piccola startup web fino ai grandi colossi retail”

18 Lug 2014

Antonio Dini

Sono passati due anni ma sembra ieri. L’acquisto di SoftLayer per una cifra grande ma non gigantesca, circa due miliardi di dollari, è passato quasi in sordina. Eppure si è rivelato essere un punto chiave per la strategia di Ibm. L’inventrice del disco rigido, del mainframe e del personal computer (brevettato nel 1981 con il nome “P.C.”) era infatti “scoperta” sul versante cloud. Aveva passato quindici anni ad affinare una strategia basata su middleware e software verticali e all’improvviso si trovava a dover reinventare tutto. La chiave? Una acquisizione strategica di tecnologia (ma anche con una buona dote di clienti) che facesse da nuovo motore per l’enorme macchina per fare business di Ibm. Detto fatto: SoftLayer ha cambiato la storia dell’azienda e probabilmente le dinamiche del mercato cloud ibrido, dei Big data e in prospettiva della mobility. Infatti secondo Gartner, circa il 50 per cento delle grandi aziende realizzerà ambienti di cloud ibrido entro la fine del 2017.

Dall’acquisizione dell’azienda Ibm vanta migliaia di nuovi clienti. Infatti a solo un anno dall’acquisizione, SoftLayer si è trasformata nella forza che spinge la rapida accelerazione di Ibm nel cloud computing. Ricapitoliamo: Ibm ha acquistato SoftLayer a luglio 2013 per 2 miliardi di dollari e ha continuato a investire in modo rilevante nel suo portafoglio cloud. Aziende di tutto il mondo stanno migrando verso il cloud di Ibm, con migliaia di clienti che solo nello scorso anno sono passati a SoftLayer. Aziende quali Macy’s, Whirlpool, la consociata di Daimler “moovel”, Sicoss Group e molte altre stanno trasformando il proprio IT per adattarsi all’era emergente del cloud ibrido. L’Hybrid Cloud rappresenta il meglio di entrambe le realtà in quanto collega i sistemi informatici tradizionali al cloud. I clienti possono mantenere il controllo on premises delle applicazioni strategiche e dei dati spostando nel cloud altri carichi di lavoro – i cosiddetti “systems of engagement” di clienti e partner – per un accesso rapido ai dati, l’ampliamento di nuovi servizi e la riduzione dei costi.

In un contesto in cui i dati sono diventanti la più importante risorsa naturale, le aziende ricercano modi più efficienti per la memorizzazione e il data mining, tutelando nel contempo la privacy e la sicurezza. Secondo l’azienda con il Cloud di Ibm le aziende possono integrare in modo più rapido servizi e dati nuovi con quelli esistenti per dare impulso alle innovazioni e controllare, gestire e garantire in modo più semplice la sicurezza dei dati e delle applicazioni commerciali. Oltre ai nuovi clienti, più di mille business partner hanno accettato di offrire i propri servizi su SoftLayer. Le aziende che hanno scelto SoftLayer vanno da operatori globali quali Avnet, Arrow Electronics e Ingram Micro, ai fornitori di servizi e soluzioni cloud come Mirantis, Assimil8, Silverstring, Clipcard, SilverSky e Cnetric Enterprise Solutions. Le più grandi aziende americane, quelle con più di 1000 dipendenti, reputano Ibm il primo fornitore di cloud computing in quanto leader nel di fornire servizi di infrastruttura (IaaS) per cloud privati e pubblici .

«Durante il primo anno, SoftLayer si è rivelata un’acquisizione di fondamentale importanza per il cloud Ibm – dice Erich Clementi, Senior vicepresidente, Ibm Global Technology Services –. Nell’arco di breve tempo SoftLayer è diventata la base del portafoglio cloud di Ibm che comprende servizi di infrastruttura, piattaforma e software-as-a-service e permette di trasformare il business di molte aziende, dalle start-up del web ad aziende consolidate che cercano la velocità, la flessibilità e la sicurezza tipici degli ambienti cloud ibridi. Tra tutte le opzioni di cloud pubblici e privati presenti sul mercato, il cloud Ibm con tutte le sue risorse, i suoi asset e le sue competenze, rappresenta la scelta logica per un mondo in cui il volume e la complessità dei carichi di lavoro incentrati sui dati crescono in modo esponenziale ogni giorno».

C’è poi anche il versante Big data, che si integra con le strategie cloud di Ibm. Con i big data che creano domanda per il cloud, SoftLayer avrà un ruolo di fondamentale importanza nel fornire alle aziende i Big data e gli analytics di Ibm in modo più rapido, efficace ed efficiente. Tra le nuove offerte Ibm renderà disponibili attraverso la piattaforma di sviluppo BlueMix e il proprio Marketplace Cloud ci sono i servizi di Watson Engagement Advisor su SoftLayer, che consente alle aziende di ottenere dai big data insight tempestivi e utili trasformando la ‘client experience’ attraverso conversazioni in linguaggio naturale con sistemi intelligenti che migliorano con l’utilizzo. Basato su un processore Power8 di Ibm, i Power System integrati con l’infrastruttura di SoftLayer gestiranno i big data, l’analytics e richieste di capacità cognitive nel cloud a una velocità senza precedenti. E poi c’è Watson Developer Cloud su SoftLayer che permette l’accesso da parte di sviluppatori, imprenditori, accademici e system integrator alle capacità cognitive di Watson per integrarle nei loro prodotti e servizi da offrire al mercato.

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