Sony: con Playstation si videogioca in streaming - CorCom

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Sony: con Playstation si videogioca in streaming

L’intrattenimento videoludico si sposta nel cloud. Microsoft scommette invece sui servizi da media center e dietro l’angolo c’è l’incognita di Apple e Google: si giocheranno le app per il gaming?

27 Giu 2014

Antonio Dini

Gaming nel cloud. Nelle ultime settimane sono stati chiariti gli scenari delle principali piattaforme per l’intrattenimento videoludico, un settore da 93 miliardi di dollari nel mondo che ha tre protagonisti fondamentali: Nintendo, Sony e Microsoft. Le nuove generazioni di console da videogioco si schierano sul fronte del cloud e fanno dei contenuti scaricabili direttamente dalla rete il punto centrale. Vediamo cosa cambia.

Il servizio di cloud gaming di PlayStation Now è la novità principale attorno alla quale scommette la Sony di Playstation 4, nuova generazione di console da collegare al televisore, a cui si aggiunge la Playstation Vita (console portatile da tasca) e la nuova Playstation TV, accessorio da 99 dollari collegabile direttamente al televisore per giocare su un secondo schermo le partite dello schermo sul quale è collegata direttamente la PS4 oppure per fruire in maniera differita dei contenuti scaricabili dal servizio in rete. Soprattutto il serviziodi gioco via cloud, con multiplayer, download di contenuti e utilizzo della piattaforma virtuale della Playstation TV come alternativa a quella della console vera e propria è la principale novità di Sony. La novità insomma è quella di poter giocare giochi in streaming grazie al cloud, che all’inizio saranno disponibili per PS3 e PS4, più avanti per PS TV.

Sul fronte di Microsoft, che ha vinto la guerra per la precedente generazione di console con la sua Xbox 360 e adesso gioca una nuova partita con la Xbox One, il futuro ruota attorno al cloud soprattutto come sistema di download e sincronizzazione per le partite in multiplayer. Microsoft scommette infatti molto sui giochi, soprattutto su titoli in esclusiva per Xbox, ma anche sui servizi aggiuntivi. E qui vuole fare sistema con un’offerta di contenuti sempre più ricca che si articola attravesro film, telefilm, musica, giochi scaricabili e primi esperimenti (anche se ancora non c’è alcun prodotto commerciale alle viste) per quanto riguarda il gioco in streaming. Entrambe le piattaforme saranno “contenitori” per quanto riguarda i servizi di televisione on demand anche per l’Italia, con accordi con le varie piattaforme, che diventano “app” utilizzabili sulla singola console da gioco collegata al televisore: la strategia mira infatti a liberare i fornitori di contenuti televisivi dall’onere di fornire ricevitori e decoder, diventando invece “canali” dell’offerta di intrattenimento della console, oggetto onnipresente nelle case di tutto il mondo, con percentuali di diffusione secondi solo ai decoder satellitari privi di slot per smartcard.

Secondo gli analisti il futuro è roseo per il settore del gaming: si prevede una ripresa delle vendite che il ricambio generazionale delle console dovrebbe stimolare ulteriormente, portando il fatturato del settore mondo a superare quota 100 miliardi di dollari. Unica incognita che pesa sul settore: la rivoluzione del casual gaming a basso costo o con formati freemium su apparecchi non specializzati (le app come Angry Birds o Candy Crash su iPhone, Android e altro) è finita o si sta trasformando? Se per esempio Google o Apple riuscissero a trasformare la loro offerta di gaming e intrattenimento in prodotti validi anche per lo schermo televisivo del soggiorno (come Apple TV e Chromecast sembrerebbero indicare) questo potrebbe aprire le porte a sinergie inedite con PC, tablet e smartphone, tagliando fuori definitivamente i dominatori dell’intrattenimento videoludico tradizionale, con l’eccezione di Microsoft che è l’unica a porsi in posizione di integrazione e vantaggio su entrambi i fronti.

Più defilato infine il ruolo di Nintendo, che con la sua nuova generazione Wii U non ha colto i successi in cui sperava, dopo aver attraversato un periodo brillante di mercato con la prima metà della vita della console Wii e della console da passeggio Nintendo DS. Adesso la casa di Kyoto punta sui titoli classici come Zelda e SuperMario per far ripartire il business.