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Sovranità digitale, il Consorzio Italia Cloud: “Servono azioni concrete”

Lettera aperta ai partiti politici per sapere “quali strategie saranno applicate nell’ambito della transizione digitale e del cloud”. Il presidente Zunino: “Necessario salvaguardare le informazioni della PA, delle imprese e dei cittadini italiani”

15 Set 2022

Federica Meta

Giornalista

Michele_Zunino_Presidente del Consorzio Italia Cloud_2

Quale strategia sul cloud attuare per favorire indipendenza e digitalizzazione del Paese? È quanto chiede il Consorzio Italia Cloud in una lettera aperta ai principali partiti politici del Paese per conoscere quali strategie saranno applicate nell’ambito della transizione digitale e del cloud come strumento abilitante con l’obiettivo di mettere in luce il grado di consapevolezza sui rischi associati alla perdita di sovranità sui nostri dati. Ma anche la capacità che avrà il prossimo Governo di saper prendere le migliori scelte in tema di innovazione e crescita delle imprese italiane impegnate nella fornitura di servizi cloud in un mercato globale dominato da pochi operatori esteri  non europei.

“Siamo sicuri che la strategia sul cloud e sul digitale in generale sia una delle partite più importanti che affronteremo nei prossimi mesi. Per questo abbiamo deciso di aprire un dialogo con i principali partiti italiani – dice  Michele Zunino, presidente del Consorzio Italia Cloud – Attraverso tre quesiti diretti alle principali forze politiche, il Consorzio Italia Cloud chiede di evidenziare temi e soluzioni per far crescere aziende nazionali attive nella fornitura di servizi cloud, a salvaguardia dei dati della PA, delle imprese e dei cittadini italiani”.

I temi chiave della missiva

 Il primo tema di riflessione è come invertire la tendenza alla concentrazione degli asset tecnologici come i data center e dei servizi di cloud computing in un mercato attualmente dominato da pochi soggetti globali che rispondono ad un perimetro normativo ed economico extra europeo. Questo meccanismo non ha impatti solo sul mercato interno ma sono ormai chiare le ricadute in termini di indipendenza e governance dei dati. Ma anche l’occupazione e la perdita di competenze specifiche del settore, sono due gravi conseguenze a cui è necessario porre rimedio.

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In secondo luogo il Consorzio Italia Cloud chiede quali scelte si vorranno intraprendere per aumentare il valore che ruota intorno ai temi del cloud e della sicurezza, riportando tutte le esternalità positive generate da quei mercati, in un perimetro giuridico che sia a vantaggio dell’Italia in termini economici, di competenze e di competitività.

L’impatto della crisi energetica

Infine, la recente crisi energetica pone al centro asset strategici come le telecomunicazioni ma anche i servizi e le infrastrutture di cloud computing: è evidente che all’interno del tessuto industriale e sociale del Paese, anche i fornitori di servizi cloud giocano una parte importante che riteniamo abbia bisogno di maggiori tutele a fronte di razionamenti che potrebbero immediatamente bloccare l’accesso a dati personali e non personali, archiviati sulla nuvola. Si pensi solo alle ricadute di una sospensione di accesso ai dati del sistema sanitario.

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