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USA-CINA

Tim Cook vola a Pechino in cerca di un accordo

Dopo l’attacco alla piattaforma iCloud il Ceo di Apple incontra il vicepremier cinese. In agenda il rafforzamento della cooperazione nei campi di informazione e comunicazione

23 Ott 2014

Patrizia Licata

Il numero uno di Apple, Tim Cook, è volato a Pechino per incontrare il vicepremier cinese, Ma Kai, e parlare di sicurezza dei dati, affrontando anche il caso iCloud. Il servizio di condivisione di contenuti della casa di Cupertino, infatti, è stato violato nei giorni scorsi da hacker che potrebbero essersi impossessati di username, password e altri dati personali di migliaia di utenti cinesi.

L’incontro è avvenuto nelle scorse ore, ma nulla è finora trapelato sui contenuti del colloquio se non che Cook e Ma Kai hanno parlato di protezione delle informazioni degli utenti e di “rafforzamento della cooperazione nei campi dell’informazione e della comunicazione”.

Il caso iCloud rischia di alimentare le tensioni tra Washington e Pechino che da tempo si scambiano reciproche accuse di cyberspionaggio. Secondo l’osservatorio online GreatFire.org, che vigila sulla censura su Internet, dietro l’attacco ci sarebbero proprio le autorità cinesi, che non hanno mai nascosto la loro ostilità verso i prodotti della casa di Cupertino visti come uno strumento attraverso cui gli americani possono a loro volta fare azione di spionaggio.

Pechino ha naturalmente respinto le accuse di Greatfire.org e la stessa Apple, pur avendo pubblicato una nota per i suoi utenti per un utilizzo sicuro di iCloud, non ha mai menzionato la Cina o hacker cinesi nelle sue comunicazioni di questi giorni.

Non è del resto nell’interesse di Cook inimicarsi la Cina, dopo essere riuscito, l’anno scorso, a siglare un fondamentale accordo con China Mobile, il più grande operatore mobile mondiale, che gli permette di vendere gli iPhone in Cina. Apple è anche stata criticata l’anno scorso per aver eliminato alcune sue app che gli utenti cinesi usavano per aggirare il Great Firewall, la barriera digitale costruita dal governo per impedire l’accesso a siti non graditi.

Cook si trovava già in Cina per un viaggio d’affari che ha incluso la visita alla controversa fabbrica degli iPhone della Foxconn a Zhengzhou, dove il Ceo si è mescolato con gli operai al lavoro sui nuovi modelli di smartphone della Mela.

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