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L'INTERVISTA

VMware scommette sulle telco. Gigantino: “In Italia mercato in forte crescita”

Obiettivo: virtualizzare le reti. Il 5G chiave di volta. Il country manager: “Forti investimenti, puntiamo a importanti ritorni”

11 Nov 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Virtualizzare le reti di Tlc. Puntando anche e soprattutto sulla “porzione” Ran (Radio access network). È questa la nuova mission di VMware che in occasione del VMworld di Barcellona, ha svelato Project Maestro, il “telco cloud orchestrator” pensato per sostenere gli operatori di Tlc nell’erogazione di funzionalità evolute nonché nell’automatizzare un numero sempre più elevato di operazioni. “Si tratta di una piattaforma molto evoluta e ci attendiamo risultati importanti anche in Italia”, annuncia a Corcom il country manager Raffaele Gigantino.

Gigantino, state dunque allargando gli orizzonti.

Nel mercato delle Tlc siamo già presenti con numerose soluzioni, ma abbiamo deciso di spingere l’acceleratore. VMware sta facendo importanti investimenti nel segmento telco e siamo convinti che presto potremo portare a casa risultati importanti in termini di business.

Quali sono le prospettive per l’Italia in tal senso?

Posso dirle che per noi il segmento telco è quello che sta registrando le migliori performance in termini di crescita. E crescerà ancor di più nelle prossime stagioni. Il 5G cambierà molto il panorama e ci consideriamo abilitatori importanti della quinta generazione mobile perché le opportunità offerte dalla tecnologia cloud sono notevoli per migliorare l’efficienza operativa delle telco e anche per accelerare il time-to-market di servizi e funzionalità evolute.

In cosa consiste esattamente Project Maestro?

Si tratta di un vero e proprio “Telco cloud orchestrator” pensato per aiutare i communication service provider ad accelerare le tempistiche per introdurre funzionalità di rete moderne e servizi nei diversi cloud, dal core fino all’edge, e dai cloud privati a quelli pubblici. Con questa prima soluzione di orchestrazione cloud, i provider saranno in grado di costruire e automatizzare servizi di rete che si estendono su una più ampia varietà di formati di funzioni di rete, garantendo l’interoperabilità e ottimizzando le loro operazioni su ogni livello dell’architettura Nfv e telco cloud.

E sul fronte cloud come si stanno evolvendo le vostre soluzioni?

Puntiamo molto sul multicloud, crediamo che sia la modalità dalle maggiori opportunità di crescita e sviluppo. In Italia l’adozione delle piattaforme sta crescendo molto, ma ci sono ancora ampi margini di crescita. Stando ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano il 70% delle aziende ha già definito una strategia multicloud. Ma per il “boom” bisognerà ancora attendere.

Il Piano triennale Agid ha acceso i riflettori sul cloud-first: siamo alla svolta?

La PA è ancora indietro anche se la consapevolezza è decisamente aumentata. Ma resta da sciogliere il nodo dell’execution: dalla messa a punto delle strategie all’adozione e messa in opera delle piattaforme passa troppo tempo a causa delle lungaggini dovute alle procedure di appalto e alle autorizzazioni. La burocrazia, insomma, resta ancora l’ostacolo numero uno nel nostro Paese.

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