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L'ALLEANZA

Vodafone e Ibm, al via la joint venture su cloud e 5G

Sul piatto 550 milioni di dollari per un accordo commerciale che porterà allo sviluppo congiunto di soluzioni con un occhio a 5G, AI, edge computing e Software defined networking

17 Gen 2019

Patrizia Licata

giornalista

Ibm e Vodafone Business hanno annunciato la creazione di una iniziativa congiunta progettata per consentire alle aziende europee, e non solo, di accelerare i processi di innovazione e di avere successo nel mondo digitale. Con l’accordo commerciale, frutto di oltre due decenni di collaborazione, le due aziende forniranno alle imprese le tecnologie open e flessibili necessarie per integrare multiple cloud e prepararsi alla prossima ondata di trasformazione digitale resa possibile da AI, 5G, Edge e Software defined networking (Sdn).

Le due aziende, riporta Reuters, hanno presentato l’accordo come una combinazione di cloud computing e connettività che, per esempio, permetterà le comunicazioni ultra-veloci tra robot in fabbrica. Siccome, stimano le partner, il 70% delle organizzazioni usa fino a 15 sistemi cloud diversi, la capacità di collegarli e farli dialogare senza criticità renderà più facile per le imprese adattarsi e innovare senza riprogettare ex novo le loro reti.

“Sarà un game-changer per i nostri clienti”, ha dichiarato Michael Valocchi, general manager di Ibm.

Vodafone e Ibm investiranno insieme 550 milioni di dollari in 8 anni per sviluppare insieme soluzioni intorno al cloud e alla connettività. La joint venture agirà in autonomia e sarà guidata Valocchi e Greg Hyttenrauch, director of cloud and security services di Vodafone Business; sarà operativa entro giugno.

“Le aziende stanno cominciando ad abbracciare il paradigma del digitale…e vedono molta complessità”, ha dichiarato Hyttenrauch all’agenzia Reuters. La partnership con Ibm “semplifica la complessità”.

Ibm e Vodafone Business aiuteranno infartti le aziende a rimuovere le barriere dalle loro scelte tecnologiche e ad assicurare che i dati e le applicazioni fluiscano liberamente, e in sicurezza, all’interno delle loro organizzazioni.

Nell’ambito di questa nuova partnership commerciale, i clienti di Vodafone Business avranno immediatamente accesso al portafoglio completo delle offerte cloud di Ibm, sostenute dalla solida esperienza di settore e dalle tecnologie open. Ibm fornirà servizi gestiti all’unità cloud e hosting di Vodafone Business. I clienti beneficeranno dell’ottimizzazione, dell’automazione e delle capacità cognitive di IBM gestendo con più efficacia la propria attività in ambiente cloud.

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La nuova iniziativa permetterà di sviluppare congiuntamente nuove soluzioni digitali, unendo i punti di forza della leadership di Vodafone nell’IoT, nel 5G e nell’edge computing con le competenze multi-cloud, di industria e di servizi di Ibm.

La maggiore convergenza di multi-cloud e connettività promette di accelerare il processo decisionale, migliorare l’automazione e personalizzare le esperienze per gli utenti finali in qualsiasi luogo, anche i più remoti, si legge in una nota delle due aziende. Ad esempio, in passato, l’innovazione su una piattaforma petrolifera si sarebbe dimostrata una sfida a causa della mancanza di connettività e della diversità dei sistemi It. Oggi, grazie all’edge computing e alle tecnologie IoT di Vodafone che operano in sincronia con le recentissime applicazioni AI di Ibm sempre più calate nella realtà, gli ingegneri sono in grado di individuare e risolvere i guasti sulle apparecchiature in pochi minuti anziché in ore, evitando potenzialmente milioni di euro in perdita di produttività.

Ibm ha sviluppato un forte know-how non solo nel cloud computing ma nell’integrazione di sistemi cloud diversi. Il ruolo che il colosso americano vuole giocare nei nuovi servizi è stato ribadito con la recente acquisizione (per 34 miliardi di dollari) di Red Hat, la società del software specializzata nei sistemi operativi Linux e il cui apporto sarà fondamentale in questa alleanza con il mondo telecom, ha sottolineato Valocchi.

L’analista Dave Bartoletti di Forrester Research ha detto che l’accordo sottolinea che Vodafone riconosce la necessità di un partner dell’It per costruire la sua offerta di servizi cloud ed è forse un percorso che molte telco potrebbero seguire per valorizzare il proprio ruolo nell’era della digitalizzazione. Al tempo stesso, Ibm ammette di non poter competere con fornitori del cloud di vastissima scala come Amazon (Aws), Microsoft Azure e Google, che offrono servizi di hosted memory, network e storage capaci di crescere di pari passo con imprese di grandi dimensioni e che fanno uso intensivo di dati. Invece, la strategia di Armonk potrebbe essere di proporsi come l’azienda cui rivolgersi per il multi-cloud, sottolinea Bartoletti, rispondendo a una domanda di semplificazione e interoperabilità che è altrettanto importante.

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