Zasa: "Sicurezza dei piloti, cloud chiave per innovare" - CorCom

L'INTERVISTA

Zasa: “Sicurezza dei piloti, cloud chiave per innovare”

Il direttore sanitario della Clinica Mobile che “corre” con MotoGP e Superbike: “Precisione in tempo reale per gli interventi medici con i dati a portata di app”. Più stretta la collaborazione con ricerca e industria

21 Feb 2020

r. c.

Fratture, contusioni, shock. E’ tutto sotto controllo, sui circuiti del MotoGP e SuperBike. “Il pilota arriva da noi. E noi in un attimo abbiamo accesso alla mappa completa dei suoi dati clinici. Interventi subìti, punti critici, diagnosi. Tutto a portata di mano, istantaneamente. E’ così che possiamo intervenire in tempo reale sulle sue condizioni fisiche. Sia che il paddock si trovi in Finlandia sia in Malesia”. Non ha dubbi Michele Zasa, direttore sanitario della Clinica Mobile. Lo storico “ospedale dei piloti” sta per affrontare di nuovo le super-sfide mondiali. E sarà ancora una volta il Private Cloud fornito dalla divisione Enterprise di Aruba a dare ai medici in campo il pieno controllo delle cartelle cliniche. Per migliorare la vita degli atleti. Ma anche per elaborare ricerche a favore dell’industria “su due ruote”.

MotoGP e Superbike: siete pronti al via?

Certamente, anche se di fatto non ci fermiamo mai. La Clinica Mobile sta facendo ulteriori passi avanti sul fronte dell’innovazione. Siamo in grado non solo di elaborare in tempo reale strategie per il recupero dell’atleta e consulenze in diretta con i migliori specialisti, ma anche di individuare i percorsi più efficienti per l’allenamento. E questo anche grazie alle prestazioni fornite dall’infrastruttura cloud messa a punto, che ci garantisce un’operatività continua e a 360 gradi.

Quali sono i vantaggi del cloud rispetto a quelli dei server on premise?

Vantaggi di due tipi, fondamentalmente, perché rispondono a una nostra doppia sfida: logistica e medica. Quella su cui lavoriamo, la Clinica Mobile fondata da Claudio Costa cui sono subentrato nel 2014, ha necessità inderogabili sul fronte del territorio: dobbiamo essere presenti nei luoghi più disparati, anche fuori dall’Europa, in zone che possono presentare criticità in quanto a connettività. In questo caso la soluzione ci viene incontro permettendoci di sincronizzare i dati bypassando qualsiasi snodo critico, e ripristinare funzioni e monitoraggio. Nessun bisogno di installazioni complesse sui server di proprietà, tutto quello di cui abbiamo bisogno è a portata di web app.

Sta dicendo che il cloud aiuta il lavoro dei medici?

Sì, perché l’accesso ai dati dell’atleta, a tutta la “storia” della sua forma fisica contenuta nella cartella clinica digitale, ci dà il pieno controllo della situazione. In questo modo la Clinica Mobile diventa un ospedale senza limiti, dove le informazioni possono essere condivise fra più operatori e professionisti contemporaneamente, e in modo sicuro: si tratta di dati di estremo valore, anche da un punto di vista medico-legale.

Perché il Private Cloud di Aruba?

Per una serie di motivi: la soluzione è “chiavi in mano” o, come direbbero gli anglosassoni, “peace of mind”. Inoltre ci fornisce assistenza e supporto tecnico di alta qualità, costantemente all’altezza della situazione: anche in emergenza. Un approccio di livello enterprise che consiste quindi in un enorme vantaggio.

Quali dati, fra quelli raccolti nella Clinica Mobile, possono essere più utili per la sicurezza dei piloti?

E’ il complesso dei dati, la loro qualità e quantità che diventa fondamentale. La cartella clinica elettronica raccoglie le informazioni che a loro volta vengono costantemente aggiornate nel corso del tempo. Ogni azione pertinente allo stato fisico dell’atleta viene memorizzato sui data center di Aruba e restituito immediatamente: conseguenze delle cadute, lussazioni, consulti medici, diagnosi, analisi… E’ una mappa delle prestazioni fisiche, organizzata anche per “aree” del corpo: la spalla, il ginocchio. Questo ci permette di valutare con grande precisione e tempestività gli interventi da effettuare, dall’analisi all’eventuale operazione chirurgica.

Un pilota ha normalmente una cartella clinica “complicata” dagli infortuni che si accumulano nel corso di una carriera. Ma la vostra attività può dare vita anche soluzioni per ambiti diversi nella vita di tutti i giorni?

Assolutamente. Già oggi produciamo studi scientifici e analisi per la ricerca, che si trasformano in feedback per i produttori di attrezzature. Siamo parte attiva della Clothing Manufacturer Group Commission che ha deciso l’utilizzo dei paraschiena e dell’airbag obbligatorio per i piloti di MotoGP. E puntiamo a estendere il concetto di sicurezza anche al di fuori del mondo racing, con soluzioni mirate alla vita e alla protezione di tutti i giorni. L’utilizzo di dati predittivi che emergono dai risultati della nostra ricerca costituiscono la base per strategie e obiettivi dell’intero settore due ruote.

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