Zoom sceglie Oracle Cloud. Obiettivo: massima sicurezza nei videomeeting - CorCom

STRATEGIE

Zoom sceglie Oracle Cloud. Obiettivo: massima sicurezza nei videomeeting

La soluzione implementata in poche ore. Trasferiti oltre sette petabyte di dati al giorno equivalenti a circa 93 anni di video HD. Il ceo Safra Catz: “Le videocomunicazioni sempre più fondamentali, abbiamo avuto ruolo guida nell’innovazione”

30 Apr 2020

Antonio Dini

Zoom ha scelto il cloud di Oracle per il suo servizio di videoconferenze online. La soluzione è stata implementata in poche ore nelle settimane scorse e nei giorni successivi è stata gestita la migrazione di milioni di partecipanti alle conferenze video. Zoom ha trasferito oltre sette petabyte di dati al giorno attraverso i server Oracle Cloud, equivalenti a circa 93 anni di video HD.

Si tratta di un accordo molto importante per le attività di Oracle in questo settore anche se non è esclusivo: infatti Zoom continua a utilizzare Amazon Web Services e Azure di Microsoft per altre funzionalità seguendo una strategia multicloud.

L’azienda di videoconferenze ha visto letteralmente esplodere il suo business a causa del lockdown causato dal coronavirus, passando da una media di 10 milioni di utenti a dicembre agli oltre 300 milioni di utenti unici registrati ogni giorno. Il ceo di Zoom, Eric Yuan, ha detto che la sua azienda aveva bisogno di aumentare molto rapidamente la capacità del suo servizio e gestire al meglio un numero enorme di utenti: per questo ha deciso di portare anche Oracle nella organizzazione dei suoi fornitori multicloud.

“Le videocomunicazioni – sottolinea il ceo di Oracle, Safra Catz – sono diventate una parte fondamentale delle nostre vite professionali e personali, e Zoom ha avuto un ruolo di guida nell’innovazione di questo settore”.

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Oltre a far scalare la sua capacità grazie alla nuova partnership, Zoom è nel pieno del suo progetto da eseguire in 90 giorni per risolvere e migliorare tutti i problemi di sicurezza e privacy che sono emersi quando la piattaforma è diventata, da una risorsa di nicchia, un prodotto di massa. Mentre infatti l’utilizzo di Zoom stava diventando estremamente popolare, cogliendo in contropiede i concorrenti, molti esperti di sicurezza hanno trovato vari problemi di privacy nella gestione dei dati e di buchi di sicurezza. Colpita da crescenti critiche in tutto il mondo Zoom lo scorso primo aprile ha deciso di interrompere lo sviluppo di qualsiasi nuova funzionalità e concentrarsi esclusivamente sulla sicurezza.

Intanto i concorrenti di Zoom stanno cercando di recuperare terreno offrendo alternative al servizio che è stato scelto da organizzazioni e moltissimi privati per riunioni, meeting e altre forme di telelavoro ma anche didattica a distanza nelle classi delle scuole. Google ha annunciato che la sua funzionalità di videoconferenza Google Meet è adesso gratuita per tutti quelli che abbiano un account con Google, e resterà così sino al 30 settembre per conferenze fino a un massimo di 100 persone e non più lunghe di 60 minuti. Il servizio di Google sta aggiungendo tre milioni di nuovi utenti al giorno, rispetto ai due milioni del mese scorso, con 100 milioni di utenti unici.

Microsoft sta potenziando il suo sistema di collaborazione e videoconferenza basato sul cloud Azure e l’app Teams, mentre Facebook sta studiando il modo per conquistare una fetta di mercato con il suo nuovo servizio Messenger Rooms. Il ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ha detto che l’azienda “ha realizzato Messenger Rooms mettendo al centro la privacy e la sicurezza fin dal principio”. Anche Cisco sta potenziando Webex, l’applicativo e servizio cloud che viene utilizzato sia in ambito professionale che aziendale.

Secondo una ricerca di J.D. Power negli Usa il 49% degli utenti utilizza Zoom per fare riunioni online, seguite da Skype di Microsoft (26%), Hangouts di Google (19%), Teams di Microsoft (12%) e Webex di Cisco (9%).

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