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Comarch, Naldi: “Le telco devono puntare sull’open innovation”

Necessario lo sviluppo di servizi innovativi facendo leva sul 5G e sull’adozione di tecnologie e piattaforme intelligenti. Superare i modelli B2C e B2B, serve una visione agile unificata

Pubblicato il 15 Giu 2023

Domenico Aliperto

naldi

Tra crisi di ricavi e aumento dell’inflazione, le Telco stanno attraversando la tempesta perfetta dal punto di vista dei fondamentali economici, e proprio per questo dovrebbero puntare “con ancora maggiore urgenza sul 5G come piattaforma abilitante di nuovi servizi, strategici anche perché di grande impatto sociale”. È il punto di vista di Federico Naldi, Country Sales Account Telco Comarch, tra i relatori dell’edizione 2023 di Telco per l’Italia, di scena oggi a Roma.

La necessità di razionalizzare i processi interni con la logica open

Per Naldi gli operatori di rete dovrebbero innanzitutto rivedere i propri processi interni, consolidando i sistemi digitali acquisiti negli anni attraverso architetture open, agnostiche e indipendenti dai cloud provider. “Il vero focus dovrebbe essere sulle tipologie di servizio da implementare, adottando piattaforme unificate che consentano di sviluppare in modo agile modelli B2b2x. Per fare ciò la tecnologia non basta: bisogna attrarre sviluppatori e coinvolgere direttamente tutti i partner, a partire dagli stessi cloud provider, integrando nuove catene di business digitale votate all’open innovation, sempre più necessaria per trasformarsi in fornitori di soluzioni orientate al cliente. Parliamo ovviamente di 5G, IoT, Smart city e intelligenza artificiale”.

Sfruttare l’AI per rendere le reti sempre più efficienti

Per Naldi, l’AI d’altra parte è destinata ad avere un impatto rilevante anche nello stesso mondo delle Tlc. “La tecnologia ha potenzialità enormi, e ChatGpt è stato il game changer che ha scoperchiato il vado di Pandora, generando un hype che non si esaurirà a breve. Nel settore delle telecomunicazioni, l’AI giocherà un ruolo fondamentale per gestire correttamente l’automazione delle reti, fornendo suggerimenti su decisioni che nemmeno team di esperti potrebbero prendere in tempi rapidi, data la mole di dati da analizzare”.

L’AI sarà anche alla base dell’introduzione di sistemi di self-management, proattivi o addirittura predittivi, sul piano della manutenzione. “La sfida oggi sta nello sviluppare servizi innovativi e sempre più sostenibili grazie alla softwarizzazione delle reti”, ha aggiunto Naldi. “Comarch per esempio mette a disposizione delle Telco piattaforme in grado di creare veri e propri digital twin delle infrastrutture di rete che non tengono in considerazione solo i dati di performance, ma anche irequisiti di serivizio e le policy dell’azienda, con la possibilità di allocare risorse su data center più o meno virtuosi di altri sul piano energetico. Per noi è necessario sviluppare un approccio olistico se si vuole rendere realmente efficace l’adozione di applicazioni come il 5G stand alone e le open ran che, lavorando sugli accessi, promettono offrono potenzialmente enormi risparmi”

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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