Come ti disegno il web, la carica dei graphic designer - CorCom

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Come ti disegno il web, la carica dei graphic designer

Semplificazione, adattabilità e usabilità le parole chiavi alla base della professione. Che lega sempre più il suo destino ai linguaggi di programmazione e ai sistemi di misurazione performance

20 Mar 2015

Dario Banfi

Vi siete mai chiesti perché non esistono aeroplani neri? Un buon designer sicuramente lo sa. Non esistono perché in alta quota il colore attirerebbe calore, creando più di un problema al velivolo. Nel mondo di Internet e del mobile accade lo stesso: per progettare sistemi complessi occorre partire prima di tutto dalla componente funzionale e disegnare l’elemento visuale sulla base di regole d’interazione più che di estetica.
È un trend oramai consolidato, che pone il mestiere del graphic designer e dei designer director su un piano più elevato rispetto alla mera ideazione di buone soluzioni visuali. “La componente estetica è oggi soltanto una delle problematiche che affronta un designer”, racconta Bruno Rossi, Art Director e Web Designer di Italiaonline. “In primo luogo occorre progettare i prototipi affinché i servizi siano visualizzabili da tutti, indipendentemente dalle tecnologie in uso e dalla connettività. Serve poi una grande attenzione verso quella che tecnicamente definiamo user experience, ovvero le modalità di interazione degli utenti con i website”.

Le parole d’ordine sono semplificazione, adattabilità e usabilità e la funzionalità è tra le caratteristiche più importanti di un buon servizio, anche dal punto di vista del graphic design. “In quasi 20 anni d’esperienza in questo campo ho visto cambiare molto questo mestiere. Con il tempo si è fatto decisamente più interessante e complesso. Sempre più legato allo sviluppo, ai linguaggi di programmazione e ai sistemi di misurazione delle performance. Un buon sito deve dare una bella sensazione quando lo usi, ma rispondere anche a regole progettuali e aiutare i processi di navigazione per aumentare il traffico”.

Tra le maggiori novità degli ultimi anni vi è anche la forte commistione con i social media, che ha richiesto ai graphic designer un’elevata sensibilità verso sviluppi visuali non soltanto grafici. “A seconda del livello di seniority un graphic designer affronta i progetti sotto il profilo dell’operatività grafica e della creatività fino ad arrivare a ricoprire un ruolo di maggiore responsabilità sui progetti e nei confronti dei clienti. Da un punto di vista delle attività che svolge accade sempre più spesso che si debba occupare anche di elementi non soltanto grafici ma fotografici, coordinare sessioni di foto shooting, elaborare prodotti di motion graphic, fare video editing e costruire video in stop motion”, precisa Daniele Piazza, Designer Director dell’agenzia We Are Social.
La clientela e il pubblico online sono sempre più esigenti e quelle che fino a qualche anno fa erano richieste di una buona grafica statica oggi costituiscono una domanda di soluzioni più articolate, che non hanno più confini tra siti istituzionali, minisite o social network. “Sebbene il lavoro del graphic designer si sia ampliato, e spesso non abbia più una codifica precisa come quella di una volta, che li chiamava semplicemente ‘grafici’, mantengono comunque una certa distanza dalla programmazione e dal disegno di fogli di stile, come richiesto nella moderna produzione online. Da una parte c’è il designer, che mette creatività e un occhio sui dettagli, dall’altra lo sviluppatore che lo affianca nella produzione vera e propria”.
Per apprendere questo mestiere esistono scuole specializzate, a partire dallo Ied, da Naba o Domus Academy, mentre è assai difficile imparare l’arte della grafica Web in Università, dove le ore dedicate a suite di prodotti come quelli di Adobe Systems sono davvero poche in qualsiasi corso, dalle Scienze informatiche ai Politecnici.

Più frequente, invece, è apprendere il mestiere “a bottega”, ovvero nelle agenzie di sviluppo Web e di pubblicità, dove il primo ingresso è quasi sempre sotto forma di tirocinio formativo. “Rispetto a qualche anno fa, per chi deve imparare o svolge già questo mestiere, esistono due nuovi elementi di complessità: da una parte chi produce un lavoro di graphic design è soggetto a una valutazione immediata da parte dei clienti o di chiunque acceda al Web. I feedback positivi e negativi arrivano in tempo reale, un fatto che non accadeva, per esempio, ai pubblicitari dei decenni scorsi. In secondo luogo la tempistica di produzione deve seguire quella di Internet. Dobbiamo essere rapidi e cogliere nel segno rispetto a trend che sono in corso”, raccontano Andrea Caviglia e Franco Racioppo, Art Director di HUB09 Brand People. Questo comporta minor tempo per pensare e per produrre e dunque una maggiore responsabilità nelle scelte pubblicitarie. “Il semplice esercizio di stile non funziona più, occorre sensibilità verso ciò che succede e saper dialogare con le persone, anche in Rete. In questo i giovani sono favoriti, visto che professionalmente sono nati con il Web. È un mestiere per loro e, per fortuna, per ora il lavoro non manca”.

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