LA RELAZIONE

Competenze digitali e semplificazioni, la Corte dei conti: “Cruciali per attuare Pnrr”

La magistratura contabile analizza gli obiettivi del Piano: “Dall’Ict impulso più significativo alla crescita ma serve investire in capitale umano e snellire la burocrazia”. E avverte: “Per gli enti locali necessarie strutture tecniche di sostegno”

30 Mar 2022

Federica Meta

Giornalista

merger, digital

Dal digitale spinta alla ripartenza dell’Italia. La Corte dei conti ha pubblicato la relazione di avvio dell’attività di controllo sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), come previsto dall’art. 7, comma 7, del decreto-legge 77/2021.

Complessivamente l’attuazione sta procedendo senza particolari ritardi. Durante il secondo semestre 2021 sono stati conseguiti i primi 51 obiettivi concordati a livello europeo, come riconosciuto dalla stessa Commissione Ue. I traguardi e gli obiettivi intermedi, a carattere interno, mostrano un tasso di realizzazione più basso (69%); tuttavia, in alcuni casi, il loro conseguimento può ritenersi assorbito nel raggiungimento del correlato traguardo europeo.

Entrando nel dettaglio la magistratura contabile evidenzia come l’impulso di gran lunga più significativo è atteso dai progetti della missione 1 e segnatamente dalla componente M1C2 “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo”, con 20,4 miliardi e dalla componente M1C1 “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA”, con 7 miliardi.

“Al di là della distribuzione delle risorse finanziarie tra grandi comparti di intervento – si legge nella relazione – nel Pnrr l’obiettivo di superare in un’ottica strutturale le principali criticità del sistema Italia risultano dal ruolo decisivo che nel Pnrr hanno le riforme: quelle orizzontali, con i due progetti relativi alla PA e alla giustizia; quelle cosiddette abilitanti, come nel caso della semplificazione e della concorrenza; ed infine le altre riforme che accompagnano il Piano”. A cominciare da quella fiscale.

Oltre alla semplificazione e al taglio della burocrazia, necessario anche un forte investimento nelle competenze del personale della pubblica amministrazione.

“Il tema del pubblico impiego rappresenta una questione rilevante per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – prosegue la Corte dei conti – Perché i progetti vengano realizzati serve difatti un’adeguata capacità gestionale e amministrativa, sia a livello delle amministrazioni centrali che di quelle locali, che avranno la responsabilità esecutiva di buona parte degli interventi”.

Ma la mancanza di skill adeguate può essere un freno, soprattutto sul fronte della realizzazione dei progetti digitali. A parlare sono i numeri:  secondo uno studio di Busetti riguardante i Comuni, i tempi necessari alle fasi di affidamento e di esecuzione dell’opera sarebbero inferiori del 16 per cento negli enti dove il personale ha un livello di qualificazione superiore alla mediana. “Al di là del sovraccarico amministrativo, va anche richiamata la questione della capacità progettuale delle amministrazioni, non uniforme sul territorio, con difficoltà soprattutto in quelle di piccola dimensione; conta ancora una volta il grado di esperienza del personale dedicato alla gestione dei contratti pubblici, il suo livello di istruzione, e la diffusione della digitalizzazione e dell’utilizzo in generale delle tecnologie Ict”, si spiega nella relazione.

Infine la Corte dei Conti evidenzia altri due progetti ad elevato impatto nella Missione 1: Transizione 4.0 con la previsione di misure di crediti di imposta sui beni strumentali e reti ultraveloci (banda ultra-larga e 5G). Questa iniziativa mira a garantire connettività efficiente a 8,5 milioni di famiglie e imprese per cui è prevista una dotazione finanziaria di 3,9 miliardi in capo al ministero per la Transizione digitale.

Per la la Corte dei conti sono fondamentali strutture amministrative adeguate, una elevata capacità progettuale in grado di assistere e guidare i soggetti attuatori, un efficace coordinamento tra livelli di governo e un quadro regolamentare chiaro, efficace e snello. “Su tali fronti, pur registrandosi segnali positivi, persistono lentezze nell’attuazione”, avverte.

In questo senso “è auspicabile è invece l’implementazione – all’interno delle singole amministrazioni responsabili – delle strutture tecniche di coordinamento delle attività del Pnrr. Adottati prontamente gli atti regolamentari, non altrettanto tempestivamente si è proceduto nel completare le dotazioni organiche delle strutture, soprattutto in relazione ai profili dirigenziali”.

Ancora limitata è anche la disponibilità di strutture tecniche a sostegno delle capacità progettuali delle amministrazioni territoriali. “Capacità, quest’ultima, non surrogabile, pena la perdita dei fondi o la necessità di riprogrammare gli interventi, con il ricorso a quote di riserva. Difficoltà, peraltro, che – nel caso degli enti territoriali e, in particolare, di quelli del Mezzogiorno – sono accentuate dal grado di concentrazione temporale dei bandi di selezione dei progetti e di assegnazione delle risorse (in particolare a partire da dicembre 2021) con intervalli di partecipazione particolarmente stringenti (in media circa due mesi) – conclude – Sarà, al riguardo, fondamentale che l’ampia gamma di strumenti di assistenza tecnica e di rafforzamento della capacità tecnico-amministrativa delle realtà territoriali sia prontamente disponibile. In questo senso, quindi, si muove nella giusta direzione la recente istituzione, da parte della Ragioneria generale dello Stato, di uno specifico tavolo tecnico di coordinamento, proprio dedicato alle azioni di assistenza tecnica”.

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