L'APPROFONDIMENTO

Competenze digitali sfida Paese. Prinetto: “Priorità alla cybersecurity”

In Italia 4 adulti su 10 non possiedono skill tecnologiche con impatti pesanti sul mercato del lavoro. Serve accelerare su campagne ed iniziative ad hoc, sfruttando le potenzialità delle partnership pubblico-privato. L’analisi del direttore del Cybersecurity National Lab del Cini

04 Nov 2022

Paolo Prinetto

direttore del Cybersecurity National Lab del Cini

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Secondo l’ultimo Desi, Digital Economy e Society Index, 4 adulti su 10 (e 1 persona
su 3 che lavora) non possiedono le competenze digitali necessarie in un mondo che
è cambiato e continua a cambiare velocemente. Mancano competenze digitali
diffuse e mancano professionalità in ambito Ict (Information and Communication
Technologies).
Se guardiamo all’ambito della sicurezza informatica, secondo il rapporto Fortinet
2022 Cybersecurity Skills Gap Global Research Report, l’80% delle organizzazioni
nel mondo ha subito una o più incidenti cyber da attribuire a una mancanza di
consapevolezza e conoscenza dei propri dipendenti e – sempre a livello mondiale –
il 60% dei leader d’azienda ammette di non riuscire a trovare professionisti esperti di
cybersicurezza da poter inserire in organico.

La sfida per l’Italia

La sfida che ci aspetta, allora, è quella che rilancia anche la Commissione Europea
dichiarando il 2023 “Anno europeo delle Competenze”, con le digital skill che
assumono un ruolo sempre più centrale.

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Come Cybersecurity National Lab del Cini, Consorzio Interuniversitario Nazionale
per l’Informatica, insieme a Fondazione Serics, Security and Rights in CyberSpace, e
con il patrocinio di Acn – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale –, abbiamo dato
vita a quello che abbiamo chiamato “The Big Game”, ovvero un percorso di
formazione, addestramento e gioco, gratuito e riconosciuto come Pcto, rivolto ai
giovani sui temi della consapevolezza digitale e dell’uso sicuro della Rete.

Oltre 10mila sono stati i ragazzi e le ragazze finora coinvolti, grazie anche alla costituzione di una rete di scuole, CyberHighSchools, che supportano queste attività
accompagnando studenti e studentesse nei diversi percorsi organizzati.
Al momento attuale, sono aperte le iscrizioni a OliCyber, le Olimpiadi italiane di
sicurezza informatica, giunto ormai alla terza edizione, e a Cybertrials, percorso di
formazione rivolto alle ragazze delle scuole superiori.

Olicyber è la prima competizione nazionale sulla sicurezza informatica rivolta a
studentesse e studenti delle scuole superiori, ai quali è offerta l’opportunità di
accedere a un esclusivo programma di formazione che include tutte le principali
conoscenze necessarie a destreggiarsi nel mondo delle minacce digitali. Ma le
Olimpiadi sono anche una competizione, che vedrà i giovani hacker etici
destreggiarsi tra righe di codice e vulnerabilità, per stabilire chi sono i più talentuosi
hacker etici tra le scuole italiane.

Le iniziative

Per l’edizione 2023 di Olicyber stiamo anche organizzando dei “training camp”, della durata di una settimana ciascuno, nei quali, in presenza, addestreremo 360 giovani provenienti da tutte le Regioni italiane. CyberTrials è invece un percorso di formazione e gaming rivolto a tutte le studentesse degli istituti di secondo grado, pensato per coinvolgere anche chi non ha conoscenze pregresse in informatica. Le partecipanti vengono guidate da esperti di altissimo livello sulla strada dei principi non tecnici del mondo digitale, dall’individuazione di una minaccia alle principali tecniche di indagine forense.

Conoscenze e strumenti il cui scopo è di rafforzare la capacità di risposta contro le
minacce del futuro, per riprendere insieme il controllo del mondo informatico.
Dal 3 novembre sono aperte anche le iscrizioni a CyberChallenge.IT, la scuola
nazionale per formare gli hacker etici del Paese e il primo programma nazionale di
formazione per giovani talenti tra i 16 e i 24 anni, pensato per formare i
cyberdefender del futuro, in un mondo che sempre di più si trova a dipendere dalle
capacità di difesa dei suoi asset digitali. I partecipanti si troveranno a competere a
livello nazionale in una serie di sfide informatiche che emulano in tutto e per tutto le
minacce che devono affrontare aziende e pubbliche amministrazioni. In questa
arena virtuale verranno anche scelti i migliori, che avranno l’opportunità di entrare
nel TeamItaly: la Nazionale Italiana dei Cyberdefender.

A naturale complemento dei tre programmi rivolti ai ragazzi, il Laboratorio ha attivato
il programma CyberHighSchools, finalizzato a costruire una rete tra le scuole
superiori di II grado e alla crescita di una community di professori sempre più
consapevoli delle tematiche relative alla cybersicurezza. Aderendo al programma, la
scuola entra a far parte di una rete di scuole “federate” con il Cybersecurity National
Lab ed è automaticamente considerata come partecipante anche a tutti i programmi
della filiera The Big Game. I professori delle scuole federate possono gratuitamente
sia partecipare a corsi mirati di introduzione e/o approfondimento su tematiche di
cybersicurezza, sia accedere a un ampio e approfondito materiale didattico.

In questo momento, oltre 600 professori stanno seguendo i nostri corsi.
Con Cybertrials, dallo scorso anno, abbiamo voluto dare una risposta al gap di
genere che si registra in ambito Ict e più ancora nella Cybersicurezza. Secondo il
DESI, il numero delle donne che operano in ambito Ict, infatti, è decisamente
inferiore a quello degli uomini: sono solo il 19% le donne impiegate nel settore Ict in
Europa, percentuale che si abbassa al 16% per l’Italia. Non va meglio nel settore
della cybersicurezza dove, secondo il rapporto di ICS2, nel mondo, le donne
rappresentano solo il 24% della forza lavoro.

The Big Game – che sarà presentato l’8 e il 21 novembre alle 18 in diretta sulla
pagina Facebook Cybersecurity National Lab ha anche la finalità di avvicinare le
ragazze e i ragazzi all’hacking etico, proponendo formazione di base e, a seconda
del percorso di gioco scelto, sfide cyber più o meno complesse, finalizzate a
formare, far emergere talenti e soprattutto sviluppare competenze indispensabili per
un mondo sempre più ricco di strumenti digitali. Una sfida che possiamo vincere,
coinvolgendo ogni anno un numero via via crescente di scuole, di docenti e,
soprattutto, di studenti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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