L’OUTLOOK

Competenze tecnologiche: per le imprese ricavi extra per 1.000 miliardi

È la stima di Idc che considera l’impatto di GenAI e automazione al 2026. Si creeranno nuovi ruoli lavorativi ma servirà una formazione sempre più forte per aiutare i professionisti a colmare i gap in termini di know how. E bisogna concentrarsi sull’implementazione strategica dei modelli di lavoro flessibile

Pubblicato il 21 Feb 2024

chat, intelligenza artificiale

I catalizzatori della trasformazione digitale delle imprese sono destinati a essere, come ormai molti sanno, il rapido progresso e l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) nei processi operativi.

Le soluzioni basate su queste tecnologie si sono rivelate dei veri e propri game-changer, consentendo di eseguire numerose attività con la stessa efficienza e sicurezza, indipendentemente dal fatto che i dipendenti lavorino da remoto, in loco o sul campo.

Adottare l’intelligenza artificiale: le sfide organizzative

Tuttavia, sottolinea Idc, questa rivoluzione comporta diverse sfide. Le organizzazioni faticano a tenere il passo del cambiamento, trovando difficile assumere dipendenti che possiedano deep e soft skill: parliamo quindi sia delle più recenti competenze tecniche, sia delle più sfumate abilità umane necessarie per operare nel complesso ambiente di lavoro odierno. La gestione di team geograficamente dispersi, impegnati in attività interconnesse, presenta poi una serie di sfide a se stanti. Infine, il compito di reperire dipendenti con le competenze necessarie per fornire un’assistenza IT efficace in un panorama irto di rischi per la sicurezza – in una miriade di applicazioni, piattaforme ed endpoint – è scoraggiante.

È qui che l’apporto dell’automazione, dell’AI e della GenAI diventa evidente. Queste tecnologie non solo semplificano le attività ripetitive come la codifica, l’inserimento dei dati, la ricerca e la creazione di contenuti, ma migliorano anche le opportunità di apprendimento all’interno dei flussi di lavoro. La promessa di questi strumenti risiede nella loro capacità di facilitare le operazioni quotidiane e di aumentare in modo significativo l’efficienza dello sviluppo e dell’applicazione delle competenze sul posto di lavoro.

I vantaggi per le imprese che implementano correttamente l’AI

Del resto, in un panorama caratterizzato da un intenso dibattito sui modelli organizzativi aziendali, le competenze e i livelli occupazionali del futuro, la forza lavoro globale sta gradualmente abbracciando uno spettro molto diversificato di forme lavorative, che vanno dai tradizionali mandati in ufficio a opzioni sempre più flessibili. Questa evoluzione è sottolineata da molte ricerche e studi di Idc, che evidenziano un cambiamento significativo nel mondo del lavoro: la conversazione si sta spostando oltre la fattibilità dei modelli di lavoro flessibile, per concentrarsi sulla loro implementazione strategica. In pratica, non se, ma come farlo. E l’AI ricoprirà un ruolo strategico in quest’ottica.

Ecco perché Idc prevede che a livello globale le imprese sfrutteranno lo sviluppo di competenze tecnologiche personalizzate per ottenere incrementi di produttività in grado di generare ricavi aggiuntivi pari a 1.000 miliardi di dollari entro il 2026, grazie a GenAI e automazione. Secondo Idc, a mano a mano che l’automazione creerà nuovi ruoli lavorativi, la GenAI sarà fondamentale per lo sviluppo di una formazione personalizzata, aiutando i professionisti a colmare le conoscenze.

In questa nuova era, il futuro del lavoro sembra quindi non limitarsi ad abbracciare la flessibilità, ma a sfruttare strategicamente la tecnologia per rendere il lavoro più adattabile, sicuro ed efficiente per tutti i soggetti coinvolti.

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