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I DATI

Computer al tramonto: crollano le vendite, anche Apple “al ralenti”

Soffrono i desktop. Le preferenze vanno a notebook e ultramobile. Ma il quadro non è tutto nero: Gartner prevede una debole ripresa nel quarto trimestre, il 50% dei consumatori intende comprare un pc nei prossimi 12 mesi. Per la Mela il terzo trimestre 2015 è stato il più debole degli ultimi anni: Idc rileva una flessione delle consegne del 3,4%

09 Ott 2015

Patrizia Licata e Antonello Salerno

Continua la flessione nelle vendite mondiali di Pc: nel terzo trimestre 2015 ne sono stati distribuiti 73,7 milioni, un calo del 7,7% rispetto al terzo trimestre del 2014, secondo i dati preliminari diffusi da Gartner. I computer desktop sono la fascia più debole del mercato, mentre il segmento che unisce notebook e premium ultramobile (come il MacBook Air e il Microsoft Surface Pro) ha subito una flessione meno marcata.

“Il mercato globale dei Pc ha vissuto un aumento dei prezzi del 10% circa nel corso dell’anno, dovuto al rafforzamento del dollaro. Questo fattore, ancora nel terzo trimestre, ha rappresentato una delle maggiori cause della domanda debole nelle regioni la cui moneta ha perso valore rispetto al dollaro: Emea, Giappone e America Latina, dove il calo è a due cifre. Usa e Asia-Pacifico risultano più stabili”, afferma Mikako Kitagawa, principal analyst di Gartner.

Il lancio di Windows 10 nel terzo trimestre non ha invece avuto un impatto sulle vendite. Secondo gli analisti di Gartner il focus nei mesi scorsi è stato quello di aggiornare a Windows 10 i Pc esistenti più che di vendere nuovi Pc. Un impatto maggiore sui volumi distribuiti potrebbe invece registrarsi nel quarto trimestre, in concomitanza con le vendite natalizie.

Inoltre non è detto che la crisi del Pc si traduca inesorabilmente nella fine del computer: sondaggi condotti da Gartner indicano che il 50% dei consumatori, su scala globale, ha intenzione di comprare un Pc nei prossimi 12 mesi, mentre solo il 21% ha intenzione di comprare un tablet. Si tratta di un “cambiamento delle preferenze dei consumatori verso il Pc“, dice la Kitagawa, “osservata anche nella crescita positiva di notebook e ultramobile negli Stati Uniti”. Perciò Gartner si aspetta una “leggera ripresa” a partire dal quarto trimestre.

Quanto alla classifica dei vendor, Lenovo è sempre in vetta per volumi di Pc distribuiti con uno share di mercato che sale al 20,3% nonostante le sue vendite siano diminuite del 4% nel terzo trimestre. Emea e Giappone sono le due aree in cui Lenovo ha subito perdite a due cifre, bilanciate dalla crescita del 22% negli Usa. Hp resta la numero due mondiale, con un market share del 18,5%, anche qui con un calo dei volumi distribuiti del 4%. E ancora una volta è l’Emea la regione dove il vendor soffre, mentre in Asia-Pacifico e Usa le vendite sono molto più robuste. Dell, numero tre dei produttori mondiali di computer con una quota del 13,8%, registra un lievissimo incremento delle vendite (+0,5%) grazie al buon andamento in tutte le regioni, tranne il Giappone. La crescita maggiore è per la quarta classificata Apple (+1,5%), che ha uno share mondiale del 7,6%, mentre per Acer e Asus il calo dei volumi distribuiti è a due cifre.

Guardando alle diverse regioni geografiche, i Pc distribuiti negli Usa sono cresciuti dell’1,3% nel terzo trimestre del 2015, trainati, come abbiamo visto, da notebook e premium ultramobile; crollano invece i volumi distribuiti in Emea (-17,4%) soprattutto per l’aumento dei prezzi legato alla svalutazione della moneta, come osserva Ranjit Atwal, research director di Gartner. In Asia-Pacifico il declino è molto più contenuto (-1,7%); ancora una volta è il desktop a soffrire (-4,9%) mentre tengono le vendite di mobile Pc, cresciute del 2,2%.

Riflettori su Apple. Per la Mela il terzo trimestre 2015 è stato il più debole degli ultimi due anni per la vendita dei computer Mac, che includono i laptop MacBook e i desktop iMac, come rileva il Wall Street Journal. Il quotidiano evidenzia come il mercato dei Pc abbia in generale vissuto un momento di contrazione negli ultimi tempi, tendenza confermata dal terzo trimestre 2015, con le vendite globali che secondo le stime Idc sono scese del 10,8% a 71 milioni di unità

Apple ha proseguito nel suo andamento in controtendenza rispetto a questo scenario, con le consegne mondiali che sono scese soltanto del 3,4%, a 5,3 milioni di unità rispetto ai 5,5 milioni dell’anno precedente secondo Idc. Una ricerca di Gartner, invece, prevede che le spedizioni di Pc Apple anno su anno segneranno nel 2015 un aumento dell’1,5%, cifra che – sottolinea il Wsj – rappresenterebbe il tasso di crescita più basso per Apple negli ultimi due anni.

Anche se le vendite di Apple Mac hanno rallentato, gli altri produttori di Pc hanno registrato in ogni caso prestazioni peggiori: il risultato è che la quota di mercato di Apple nel mondo nel terzo trimestre 2015, recita Gartner, è aumentata dal 6,9% al 7.6%.

Quella del terzo trimestre 2015 rimane in ogni caso la peggiore performance di Apple dallo stesso periodo del 2013, evidenzia in ogni caso il Wsj: una prestazione che deve suonare come un campanello d’allarme per la casa di Cupertino, che deve sapere che non può rovesciare il destino che sembra ormai segnato del mercato dei Pc, che le previsioni danno in discesa fino almeno al 2017. Proprio questo scenario potrebbe aver consigliato a Apple di lanciare sul mercato l’iPad Pro, un tablet che è in grado di avere le stesse prestazioni di un Pc. Proprio come Microsoft e Google, nota il quotidiano finanziario, Apple sta provando a rimanere al riparo da questa curva negativa, con i consumatori che danno la propria preferenza ai device touch-screen e al mobile.

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