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STRATEGIE

Connected car, Ford assume 400 ingegneri di BlackBerry

Gli esperti della divisione mobility dell’azienda di smartphone lavoreranno allo sviluppo di sistemi per collegare le vetture a Internet. Progetto da 375 milioni di dollari

30 Mar 2017

Federica Meta

Esperti BlackBerry per le auto connesse di Ford. Il colosso dell’automotive assume 400 ingegneri della divisione mobility-solution di BlackBerry per lavorare allo sviluppo di auto connesse a internet. L’assunzione arriva con l’apertura da parte di Ford di un nuovo centro di ricerca e ingegneristica a Ottawa, con un investimento di 375 milioni di dollari.

Inoltre in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, l’azienda ha annunciato un accordo con Vodafone per dotare le proprie autovetture di un modem interno 4G Lte. Una soluzione, dicono i due produttori, che permetterà ai passeggeri di avere sempre accesso alla rete e consentire tra le altre cose ai guidatori di bloccare e sbloccare le porte dell’auto, controllare il livello di carburante e dell’olio motore e la pressione delle ruote attraverso un’app sul proprio smartphone. Il tutto sarà reso possibile da una scheda sim montata all’interno del FordPass Connect che sarà un optional per i veicoli venduti in Europa a partire dal 2018.

Nei piani di Ford Motor Company ci sarebbero anche progetti a più lunga scadenza. Si punta alla cosiddetta “Città del Futuro” in cui nuove vetture saranno un combinato di droni e veicoli autonomi in grado di migliorare le tempistiche di consegna delle merci: dagli ordini di shopping online, alle spese settimanali, fino alle consegne urgenti come le forniture mediche. Il progetto presentato si chiama “Autodelivery” e permetterebbe di raggiungere anche le strade più impervie.

Ma la scommessa per l’auto del futuro va oltre e punta alla driverless car. Ford infatti investirà 1 miliardi di dollari, da qui fino al 2021, sull’intelligenza artificiale per sviluppare il sistema che porterà alla produzione delle auto a guida autonoma. I fondi del gigante statunitense dell’automobile, destinati a velocizzare l’implementazione delle tecnologie per la guida autonoma e la realizzazione di un sistema di guida virtuale, andranno alla società “Argo AI”, fondata da manager in uscita da Google e Uber, che con il proprio team di ingegneri ed esperti di robotica lavoreranno allo sviluppo di una nuova piattaforma software dedicata. Argo AI inizialmente si concentrerà sullo sviluppo e la produzione dei veicoli a guida autonoma Ford, ma non è escluso che in futuro possa concedere in licenza la propria tecnologia ad altre aziende.

“Il prossimo decennio sarà caratterizzato dall’automazione dell’automobile – spiega Mark Fields, presidente e Ceo di Ford Motor Company – e i veicoli a guida autonoma avranno un impatto notevole sulla società, proprio come lo ebbe la catena di montaggio introdotta da Ford oltre 100 anni fa. L’investimento dedicato ad Argo AI rientra nel processo di trasformazione di Ford per affiancare al ruolo di costruttore d’auto quello di provider di soluzioni di mobilità alternative”.

Secondo lo studio Connected Car Effect 2025 realizzato da Bosch, la diffusione della connettività nei veicoli che vedremo sulle strade di un futuro più vicino di quanto si pensi avrà un impatto significativo su tutti i guidatori nel 2025, con una forte riduzione degli incidenti, con un minore inquinamento ambientale e un forte risparmio di carburante.

Con i sistemi di assistenza connessa applicati alle auto e alle altre categorie di veicoli ogni anno potranno – ad esempio – essere evitati oltre 260.000 incidenti che provocano lesioni personali, con 360.000 feriti in meno e circa 11.000 persone che potrebbero potenzialmente essere salvate (4.000 negli Stati Uniti, 7.000 in Cina e 3.000 in Germania).

La ricerca evidenzia che, grazie ai sistemi di assistenza connessa, si potranno risparmiare fino a 4,3 miliardi di euro di costi relativi ai danni ai veicoli e ottenere un minore utilizzo di materiali ed energia a seguito della riduzione delle riparazioni. Meno incidenti comporteranno considerevoli risparmi per le compagnie assicurative e quindi vantaggi per ogni automobilista per effetto di polizze meno costose. Grazie alle funzioni di mobilità connessa si risparmieranno circa 400mila tonnellate di CO2, non solo per l’apporto dei sistemi di guida autonoma o semi-autonoma (che ottimizzano i consumi) ma anche grazie a nuove modalità di fruizione delle infrastrutture. Concetti come il ‘community-based parking’ e il sistema di gestione attiva delle aree di parcheggio potranno ridurre il traffico per la ricerca di parcheggi facendo risparmiare 380 milioni di km. In particolare negli Stati Uniti, in Cina e Germania queste innovative funzioni di ricerca e di fruizione del parcheggio elimineranno circa 70 milioni di ore passate al volante, corrispondenti al lavoro di 40mila dipendenti in un anno.

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