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DATI FINANZIARI

Conti in recupero per Tim Brasil, via al piano strategico

L’ultimo trimestre batte le attese degli analisti, nonostante il 2016 si sia chiuso con ricavi in calo dell’8,9% e utile quasi dimezzato a 750 milioni. Pesa la riduzione dei servizi voce e il taglio della terminazione mobile. Nel 2019 si punta a una “revenue share” del 25% e un Ebitda margin a oltre il 36%

03 Feb 2017

F.Me

Tim Brasil, la controllata latino-americana di Telecom, conferma il suo trend di recupero chiudendo il 2016 con ricavi in calo dell’8,9% a 15.617 milioni di reais (rispetto al -12,1% nel 2015) ma l’utile netto resta quasi dimezzato a 750 milioni (-39,8%). “La riduzione nei servizi voce e ancora l’impatto per il taglio dei tassi di terminazione mobile – spiega una nota – sono ancora le principali cause della performance negativa”.

I ricavi da servizi mobile sono stati pari a 14.720 milioni (-4,3%) mentre hanno avuto una spinta positiva i ricavi da innovative mobile che hanno segnato un balzo del 20,5% a 5.642 milioni. L’Ebitda è stato pari a 5.230 milioni (-3,2%).

Il Cda della controllata brasiliana ha anche approvato il nuovo piano strategico 2017-2019 che si pone, si legge in una nota, a breve termine l’obiettivo di portare i ricavi da servizi in positivo e nel 2019 ad ottenere una ‘revenue share’ del 25% e un Ebitda margin a oltre il 36% nel 2019.

Il nuovo business plan 2017-2019 prevede, in particolare, per quest’anno investimenti pari a circa 4 miliardi di real, scenderanno poi a 3,8 miliardi nel 2019, mentre i ricavi netti dovrebbero crescere ogni trimestre e l’ebitda aumentare a oltre il 36% dei ricavi (34,3% l’attuale stima del consenso) nel 2019 dal 33,5% dell’anno scorso. Gli analisti di Banca Akros si aspettano un tasso medio annuo di crescita dei ricavi del 2,3% al 2019, un’espansione dei margini dell’1,5% e 12,4 miliardi di real di capex cumulato.

Tim Brasil ha fornito questi target insieme ai risultati del quarto trimestre che ha mostrato un calo del 19,68% dell’utile netto rettificato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 359 milioni di real a causa delle maggiori spese. L’utile è stato comunque superiore alla stima del consenso a 239 milioni.

Anche l’ebitda rettificato, cresciuto del 5,8% a 1,56 miliardi di real, ha battuto le previsioni del consenso pari a 1,459 miliardi, grazie al solido contributo delle efficienze sui costi (opex normalizzato in calo del 6% anno su anno). Di riflesso, l’ebitda margin è salito al 38,6%, +276bps anno su anno. I ricavi sono, invece, scesi dell’1,7% a 4,04 miliardi di real, ma sono cresciuti del 3,7% trimestre su trimestre. Il dato è pressoché in linea con la stima del consenso a 4,05 miliardi.

Più nel dettaglio, i ricavi netti da servizi sono diminuiti dello 0,7% anno su anno a 3,84 miliardi, ma sono migliorati del 4,1% trimestre su trimestre (consenso a 3,8 miliardi). Da segnalare la buona performance dei ricavi dai servizi mobile innovativi: +17,7% anno su anno a 1,5 miliardi. Mentre i ricavi del business fisso si sono attestati a 201 milioni di real (+15,8% anno su anno e +7,8% trimestre su trimestre).

La copertura 4G ha raggiunto il 74% della popolazione urbana e gli utenti 4G ora sono pari a 16,9 milioni (3,2 milioni i nuovi utenti aggiunti nel trimestre), il 23,5% in più rispetto al terzo trimestre 2016. Quanto alla penetrazione degli smartphone ha raggiunto il 72% della base clienti nel mese di dicembre, registrando un incremento rilevante di 464bps rispetto al quarto trimestre 2015.

Il capex è ammontato a 1,695 miliardi, in accelerazione rispetto al terzo trimestre 2016 (1,122 miliardi), e rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (1,488 miliardi). Considerando l’intero esercizio, il capex è risultato pari a 4,502 miliardi, con un decremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel quarto trimestre il cash flow operativo di Tim Brasil si è attestato a 852 milioni, mostrando un incremento importante rispetto ai 708 milioni del quarto trimestre 215. Il rapporto debito netto/ebitda ha raggiunto le 0,52 volte nel 2016 rispetto alle 0,32 volte del 2015 e le 0,68 del terzo trimestre 2016 e l’indebitamento finanziario netto è sceso a 2,72 miliardi alla fine del mese di dicembre (3,455 miliardi alla fine di settembre).

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