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IL DISCORSO

Cook: “Apple non discrimina nessuno, la diversità è un valore”

Il ceo apre l’anno accademico alla Bocconi ed esorta gli studenti: “Spingete, andate oltre, portate più in là le vostre frontiere”. E annuncia: “Oggi incontrerò Renzi”

10 Nov 2015

F.Me

Apple non fa discriminazioni, accoglie chiunque, senza guardare da dove viene, che religione ha o chi ama”. E’ quanto ha detto il ceo Tim Cook parlando agli studenti della Bocconi per il 114mo anno accademico. “Apple – ha aggiunto – è aperta a chiunque e io sono orgoglioso di lavorare in una compagnia che condivide i miei valori, spero che succeda anche a voi”.

“Spingete, andate oltre, portate più in là le frontiere – ha esortato gli studenti – L’azienda che fa meglio è quella che serve il bene pubblico” ha aggiunto Cook che poi ha sottolineato: “le conoscenze che apprenderete qui saranno utili per migliorare il mondo e modificare la vita di molte persone e, se lo farete, riuscirete ad avere un mondo migliore di quello che avete trovato”.

Sempre rivolto ai giovani il manager ha osservato che “il mondo è come un grande Stato, voi siete cittadini del mondo e siete meglio connessi al resto del mondo di ogni altra generazione prima” e questa “è una cosa molto stimolante per me”.

Cook ha affrontanto anche il tema del cambiamento climatico, una “sfida da affrontare insieme tra comunità e nazioni, ne ha parlato il segretario di stato John Kerry quando è venuto a Milano all’Expo”.Ma ha detto Cook “è una sfida troppo grossa perché i governi la possano affrontare da soli”. Da qui l’invito a tutti i capi d’azienda affinché “si prendano la responsabilità di guidarla” in questo senso nell’ambito delle loro attività. “Abbiamo – ha aggiunto – l’obbligo di fare quello che è giusto” in termini di energie rinnovabili.

“Spero che vi teniate stretto il vostro idealismo – ha auspicato il ceo della Mela – Come studenti, quando sarete laureati, quando sarete amministratori delegati e anche quando sarete presidenti. Spingetevi oltre i limiti, rifiutate tutti i preconcetti: voi potete veramente fare business in un modo diverso”.

La figura di Tim Cook, numero uno di Apple, è stata al centro del discorso del presidente della Bocconi, Mario Monti. Rivolgendosi a Cook, Monti ha ricordato una sua precedente conferenza universitaria in cui sottolineava il ruolo della “intuizione quando si tratta di prendere decisioni importanti”.

“Avere fiducia nella propria intuizione” vuol dire ascoltare “l’essenza della capacità, un soft-strike che quando si esercita non è affatto morbido”. Monti ha poi sottolineato come “i risultati dell’azienda e quelli personali di Cook dimostrano che questa capacità non gli è mai venuta meno”. Altra qualità di Cook che secondo Monti gli studenti della Bocconi dovrebbero apprendere è la capacità di avere “una visione di lungo periodo”. “In Europa e nel mondo – spiega Monti – con pochissime eccezioni l’attenzione al lungo periodo non è sufficiente, è sfuocata, ci fa piacere che il leader più illustre al mondo abbia questo tipo di visione”.

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