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RIFORMA UE

Copyright, contro Google News una vittoria di Pirro

La riforma prevista dalla Ue prevede per gli editori il diritto di monetizzare la pubblicazione degli snippet. Ma l’operazione rischia di rivelarsi un boomerang. L’analisi dell’avvocato Luca Giacopuzzi (studio legale Giacopuzzi)

02 Set 2016

Luca Giacopuzzi *

La riforma Ue del copyright è alle strette finali. Stando ad autorevoli indiscrezioni, tra le novità più attese vi sarà l’introduzione del diritto degli editori di monetizzare l’utilizzo dei cosiddetti “snippet” (letteralmente: “ritaglio”), ossia di quelle poche righe di testo che in rete spesso accompagnano il link ad un articolo, per farne immediatamente comprendere il contenuto.

Il pensiero corre a Google e, in particolare, al servizio Google News, da più editori considerato illegittimo.

Secondo i più, la novella legislativa segnerà un’importante vittoria nei confronti del colosso di Mountain View: una replica, in chiave attuale, della sconfitta di Golia per mano di Davide. Se vittoria sarà, a mio avviso sarà una vittoria di Pirro. Non è una provocazione; è quanto è logico attendersi all’esito di una “lettura” della contesa (combattuta nelle aule di giustizia prima e a livello legislativo poi) che, proprio sul regime giuridico dello snippet, ha avuto luogo in Spagna e in Germania tra Google e gli editori.

Nel paese iberico è stato introdotto in capo agli editori l’obbligo di richiedere un compenso a fronte della pubblicazione online degli snippet. Anche allora molti ritennero che contro Google si fosse scagliata una freccia, senza avvedersi che ciò che era stato lanciato era invece un boomerang, in quanto, per tutta risposta, il motore di ricerca cessò il servizio Google News. Con ciò facendo perdere agli editori spagnoli un’ingente mole di traffico on

line e, conseguentemente, di denaro: questo perché l’utente della rete che clicca sui link che portano alle pagine web degli editori ne moltiplica le visite e, pertanto, anche i ricavi pubblicitari.

Più numerose sono le pagine visitate e maggiori sono gli introiti generati dalla pubblicità on line. L’equazione è in verità semplice, e vale tanto in Spagna quanto in Germania. Ed infatti gli editori tedeschi (approfittando di una legge che, a differenza di quella spagnola, ha previsto la mera facoltà per l’editore di richiedere un compenso per la pubblicazione degli snippet) hanno preferito esentare Google dal pagamento: per non perdere, appunto, traffico e denaro.

Esattamente ciò che accadrà nei vari Stati europei una volta a regime quanto è ora allo studio della Commissione. Eppure qualche solone oggi esulta.

* Studio Legale Giacopuzzi – diritto d’impresa (www.studiogiacopuzzi.it)

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