PIRATERIA ONLINE

Copyright, l’Agcom lavora a una nuova delibera

Domani all’esame del Consiglio un documento che modifica la bozza originaria. Fra le ipotesi la riduzione dei tempi della fase di procedimento a carico dei siti accusati di pirateria, un chiaro distinguo fra portali Internet e servizi media e un approccio diversificato per i siti esteri

07 Mar 2012

Alessandro Longo

Sarà domani mattina il giorno della verità per la turbolenta delibera Agcom sulle nuove regole contro la pirateria. A quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni, i consiglieri dell’Autorità discuteranno il documento di una quarantina di pagine, messo a punto dagli uffici dell’Authority, che oltre a fare il punto della situazione indica alcune modifiche all’attuale bozza di delibera.

Tecnicamente, quella di domani sarà una riunione “Informativa”, dalla quale sono possibili tre esiti: il consiglio deciderà se prendere altro tempo, se fare subito la delibera oppure se rinunciarvi definitivamente.

I nodi degli ultimi sei mesi di dibattito verranno quindi al pettine, domani. Le ipotesi di modifica alla delibera sono tratte dalle osservazioni del Parlamento europeo e dai contributi della consultazione pubblica. In particolare, si parla di ridurre i tempi della fase di procedimento (a carico dei siti accusati di pirateria) e di renderla più chiara nel testo. Si pensa di diversificare meglio la disciplina di tutela del copyright, con un distinguo tra i siti internet e i servizi media. E di stabilire un diverso approccio per i siti esteri, rispetto a quelli nazionali. Un’altra differenziazione che si pensa di introdurre, per i procedimenti, è tra le condotte sistematiche e le violazioni episodiche del diritto d’autore. Infine, Agcom intende chiarire meglio come funzionerebbe il sistema del fair use, uno degli aspetti più innovativi dell’attuale testo della delibera.

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Risulta anche che l’Autorità sarebbe pronta a emanare una delibera sulla scorta di queste linee guida, qualora il consiglio votasse già domani in questo senso.

Come si vede da queste possibili modifiche, Agcom sembra orientata a continuare con una formula di compromesso tra le opposte richieste. Tra chi richiede di introdurre una procedura di oscuramento dei siti e chi invece vorrebbe che Agcom abbandonasse la partita e lasciasse la palla al Parlamento. Queste due non sono ipotesi da escludere a priori, ma al momento le continue pressioni sull’Autorità, provenienti da diverse parti, la dovrebbero spingere a una soluzione salomonica. Nei giorni scorsi, Confindustria Cultura aveva lanciato l’allarme invitandola a decidere subito e a non rinunciare alla delibera; a conferma che questa è una delle possibilità sul tavolo. Ieri il PD, invece, ha chiesto al presidente Agcom Corrado Calabrò di riferire in Senato su “qual è il punto di approdo dell’istruttoria compiuta dall’Autorità su una materia così delicata e dibattuta”. Il faro della politica è ancora puntato sulla questione, quindi. Ricordiamo che l’anno scorso c’era stata una protesta bipartizan contro la precedente bozza, che dava ad Agcom il potere di oscurare i siti pirata. L’attuale bozza parla invece di dieci giorni di contraddittorio con il sito e al termine Agcom potrà chiedere ai gestori di rimuovere un contenuto pirata. In caso di rifiuto, a 20 giorni dalla richiesta, potrà multarli fino a 250 mila euro. Per i siti esteri- che difficilmente sarebbero multabili- Agcom manderebbe avvisi (non ordini) ai provider internet, per oscurarli. Agcom però non colpirà i siti che utilizzano contenuti protetti da diritto d’autore a scopi didattici, di cronaca e commento (concetto di fair use).

Domani si vedrà se e come Agcom cambierà il testo, ma certo è che i margini di manovra ormai sono abbastanza stretti.