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Center for Copyright Information

Copyright, rinviata la “Hadopi light” Usa

I danni tecnici causati dall’uragano Sandy ritardano il lancio del progetto “Six strikes” frutto dell’alleanza tra Isp e major. Obiettivo, educare a comportamenti anti-pirateria

29 Nov 2012

Luciana Maci

La campagna anti-pirateria statunitense, che vede riuniti Isps (Internet Service Providers), case discografiche e studios cinematografici sotto l’egida del “Center for Copyright Information” (Cci), è stata rinviata al 2013 a causa dei danni alle sue infrastrutture causati dall’uragano Sandy.

Il progetto “in sei mosse” per tutelare il diritto d’autore, che punta a colpire i download illegali e la condivisione di file peer-to-peer, sarebbe dovuto partire questo mese. Ma il direttore esecutivo del Cci, Jill Lesser, ha spiegato che non sarà possibile “per una serie di motivi in buona parte derivanti dall’uragano Sandy, che ha danneggiato in modo grave le nostre attività finali di sperimentazione”. Ha comunque aggiunto che il piano dovrebbe finalmente decollare “nei primi mesi del 2013”.

Il “Center for Copyright Information” è una joint venture creata nell’aprile scorso tra i detentori dei diritti d’autore a Hollywood e gli Isps, rappresentati da grandi gruppi quali AT&T, Cablevision, Verizon, Time Warner Cable e Comcast. L’obiettivo comune è “educare e reprimere” coloro che scaricano illegalmente materiale protetto da copy right tra cui video, giochi e musica.

In base a un processo graduale, detto delle “sei mosse”, le aziende di intrattenimento possono notificare a un Isp membro del Cci che un cliente ha scaricato in modo illegale film o spettacoli televisivi. A quel punto il provider invierà una nota a quell’utente per renderlo consapevole delle conseguenze del suo gesto.

Da quel momento l’Isp dovrebbe cominciare a esercitare una graduale pressione sugli utenti che continuano a ignorare gli avvertimenti. Dopo sei avvertimenti, l’Isp può scegliere di sospendere il servizio. I clienti accusati ingiustamente possono rivolgersi a un gruppo di arbitrato che prenda in esame il caso.

Secondo documenti riservati citati da alcuni media, AT&T era già pronta a mandare gli avvertimenti da oggi, ma dovrà ancora aspettare.

“Vogliamo essere sicuri che sia tutto a posto prima che ciascuna azienda cominci a inviare i suoi alerts agli utenti” ha concluso Lesser.

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