Creatività digitale, il Lazio punta sulle Pmi: sul piatto 10 milioni - CorCom

I BANDI

Creatività digitale, il Lazio punta sulle Pmi: sul piatto 10 milioni

Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, presenta due bandi per lo sviluppo cross-mediale, l’utilizzo di tecnologie per il restauro e la tutela del patrimonio culturale audiovisivo. Fondi anche per cinema e teatro

21 Lug 2017

F.Me

Due bandi per oltre 10 milioni di euro per la creatività digitale e per i cinema e i teatri. A presentarli oggi a Roma il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, insieme all’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani. Scendendo nel dettaglio del bando per la creatività digitale ha come scopo quello di rafforzare la competitività del tessuto produttivo laziale del settore delle industrie creative digitali e di riqualificarlo attraverso il sostegno, tramite contributi a fondo perduto, di progetti imprenditoriali realizzati da imprese, singole e associate.

La dotazione di questo avviso è di 9,26 milioni di euro (fondi Por-Fesr Lazio 2014-2020), di cui 5.290.000 sono riservati ai progetti semplici e 3.970.000 ai progetti integrati. Sostanzialmente con questo avviso potranno essere finanziati anzitutto sviluppo, produzione e distribuzione cross-mediale, post-produzione digitale, spettacolo digitale e dal vivo, sviluppo e utilizzo di tecnologie digitali per il restauro e la tutela del patrimonio culturale audiovisivo. Oltre a queste attività direttamente connesse con l’industria dell’audiovisivo, poi saranno finanziabili anche lo sviluppo di applicazioni digitali per i servizi digitali per medicina, salute e benessere personale e le nuove modalità di fruizione, che colleghino progettualità e contenuti ai bisogni di nuovi mercati, migliorandone l’accessibilità, l’affidabilità, la sicurezza e quindi il valore.

Destinatari del bando micro, piccole, medie imprese (Pmi), grandi imprese, i cui progetti imprenditoriali possono ottenere contributi limitatamente alle attività di ricerca e sviluppo, organismi di ricerca e diffusione della conoscenza e aggregazioni temporanee fra tutti questi soggetti.

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I progetti ammissibili possono essere sia semplici sia integrati; per quanto riguarda i primi, possono essere presentati da Pmi e devono essere realizzati entro 12 mesi dalla data di concessione della sovvenzione. Il bando, le cui risorse verranno assegnate con la modalità “a sportello”, verrà pubblicato nelle prossime settimane e l’accesso avverrà attraverso modalità digitali: il formulario potrà essere compilato nel sistema GeCoWeb a partire dalle ore 12 del 14 settembre prossimo.successiva presentazione formale delle domande avverrà inviandole via posta elettronica certificata (Pec): per i progetti semplici, a partire dalle 12 del 10 ottobre e fino alle 12 del 12 dicembre (oppure entro la soglia di 8 milioni di contributi richiesti) e per i progetti integrati, a partire dalle 12 del 24 ottobre e fino alle 12 del 9 gennaio 2018 (oppure entro la soglia di 6 milioni di contributi richiesti).

Quanto al vando per il cinema e il teatro la regione Lazio stanzia 1 milione di euro a fondo perduto per i privati proprietari o gestori dei teatri e dei cinema aperti al pubblico regionale per la realizzazione di progetti relativi all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla messa in sicurezza e alla dotazione di ausili audiovisivi o interpreti Lis per permettere a tutti i cittadini di usufruire di tali servizi in condizioni di accessibilità e sicurezza. Potrà essere concesso un contributo entro il limite massimo di euro 40mila euro e comunque l’importo massimo finanziabile non può superare del 60% della spesa complessivo dell’intervento. Almeno il 25% dello stanziamento totale sarà destinato al finanziamento di interventi per i cinema e i teatri con sede nel territorio delle provincie di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

A beneficiarne i privati proprietari o gestori di teatri e cinema aperti al pubblico, che abbiano svolto, nell’anno 2016, attività (cinematografica, teatrale o mista), per almeno 100 giorni e che non abbiano ricevuto complessivamente, nell’ultimo triennio 2015-2017, contributo pubblici superiori a 200mila euro, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria in materia di “aiuti di stato”.