Crescita digitale, l'Europa sblocca le risorse. Ora tocca a Piacentini - CorCom

IL PROGRAMMA

Crescita digitale, l’Europa sblocca le risorse. Ora tocca a Piacentini

La Commissione Ue dà il via libera al piano da 4,6 miliardi: sul piatto 1 miliardo e 200 milioni di fondi strutturali. A questi vanno aggiunti 338 milioni dei bilanci regionali e ulteriori 700 milioni di 7 piani operativi nazionali. Le restanti risorse dai piani operativi regionali

20 Ott 2016

Federica Meta

L’Europa dà finalmente il via libera al piano Crescita digitale. “Al termine di un percorso che ha visto la collaborazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale, l’Agenzia per la Coesione Territoriale e il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri – fa sapere Agid – la Commissione Europea ha approvato il documento strategico Crescita digitale, confermando la soddisfazione della condizionalità ex-ante 2.1″. Si tratta del pre-requisito per la spesa dei fondi, che garantisce la sussistenza di condizioni programmatiche, regolatorie, di pianificazione e strumentazione operativa, necessarie ad assicurare l’efficacia degli investimenti.

Questo passaggio apre, in pratica, la strada all’utilizzo di circa 1 miliardo e 200 milioni di fondi strutturali europei destinati da amministrazioni centrali al raggiungimento dell’obiettivo Agenda Digitale (Obiettivo Tematico 2 delle politiche di coesione a sostegno della crescita per il periodo 2014-2020), che si aggiungono alle altre risorse messe in campo per l’attuazione della Strategia, per un valore complessivo che supera i 4,5 miliardi.

A questi vanno aggiunti 338,5 milioni nei bilanci regionali destinati a sanità digitale, competenze digitali e smart city. Ulteriori 700 milioni per la crescita digitale sono “attestate” su 7 piani operativi nazionali (Pon).

Per arrivare ai 4,6 miliardi di euro, a quanto si legge nella nuova versione del Crescita digitale, le altri risorse arriveranno da altri piani operativi regionali 2014-2020, riguardanti diversi “obiettivi tematici” europei.

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Entrando nel dettaglio delle risorse, il piano prevede che per la realizzazione del Sistema pubblico di connettività e il WiFi pubblico in tutti gli uffici della PA siano necessari 1,4 miliardi; per la Sanità digitale 740 milioni; per la razionalizzazione del patrimonio IT della PA 650 milioni; per Italia Login 350 milioni; per le Smart City 420 milioni; per la Scuola digitale 350 milioni, per Spid (Sistema pubblico di identità digitale, che procede a rilento) 45 milioni di euro; per l’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente, che sembra in stallo) 74 milioni.

Con lo sblocco dei fondi strutturali il neo commissario all’Agenda digitale Diego Piacentini ha a disposizione tutte le risorse per fare l’Italia digitale, in coordinamento con l’Agenzia per l’Italia digitale.

Sul tema del nuovo Cad Carlo Mochi Sismondi di Fpa curerà un webinar il 24 ottobre.