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MONETE VIRTUALI

Criptovaluta di Stato, la Cina frena: “Non siamo pronti”

La Banca centrale del Paese asiatico smentisce le voci sull’imminente emissione di valuta digitale: “Nessuna autorizzazione a piattaforme di trading”

13 Nov 2019

L. O.

La Cina non è ancora pronta. La Banca centrale cinese smentisce i “tempi stretti” di un eventuale lancio di monete digitali spiegando di non aver ancora autorizzato piattaforme di trading per criptomonete né emissioni di valuta digitale.

Al contrario, l’istituto starebbe ancora “studiando e testando una propria valuta digitale”. I timing che sono stati diffusi – ieri Cnbc parlava di 2-3 mesi al lancio – non sono attendibili, ha fatto sapere la Banca.

Nello stesso momento l’istituto rassicura l’utenza cinese: “Conosciamo la richiesta da parte della popolazione di mantenimento dell’anonimato assicurato dall’uso del contante – ha detto Mu Changchun, capo dell’istituto di ricerca sulla valuta digitale presso la Banca popolare -. La valuta digitale affiancherà lo yuan cartaceo”.

Nei giorni scorsi la Banca centrale del Paese asiatico aveva annunciato di essere “quasi pronta” all’emissione di valuta digitale sovrana, la prima volta in cui una grande economia lancia una moneta digitale sostenuta dallo Stato.

Digital coin, la lunga marcia della Cina

La banca centrale cinese ha istituito nel 2014 un gruppo di ricerca per esplorare la possibilità di lancio di una propria valuta digitale con l’obiettivo di ridurre i costi di circolazione del cash e aumentare il controllo di riciclaggio e truffe. Secondo alcuni osservatori anche la guerra Usa-Cina potrebbe spingere verso l’adozione di una moneta virtuale considerata da molti investitori asiatici come un “rifugio sicuro”.

Secondo Mu Changchun l’emissione della valuta digitale dipenderà da un sistema a due livelli in cui sia la banca centrale che le istituzioni finanziarie saranno emittenti legittime.

La valuta digitale cinese non si baserà esclusivamente sulla tecnologia blockchain poiché “non ancora in grado di gestire i volumi delle transazioni” in Cina. La tecnologia da adottare rimane dunque ancora un’incognita.

La notizia arriva mentre i banchieri centrali globali stanno mettendo nel mirino i piani di Facebook per la creazione di Libra insieme a un consorzio di grandi aziende tra cui Visa e Uber.

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